Una gola stretta, cascate, scale metalliche e pareti modellate dall’acqua: il Burrone Giovanelli è uno dei percorsi attrezzati più particolari del Trentino. Si trova a Mezzocorona e richiede un minimo di preparazione, soprattutto per i tratti verticali e l’esposizione. Qui raccolgo dati, difficoltà, attrezzatura, periodo consigliato e attrazioni da abbinare alla visita.
Tutto quello che serve per organizzare l’escursione
- Dove si trova a Mezzocorona, in provincia di Trento, con partenza dalla località Ischia.
- Dati indicativi circa 2 km, 629 metri di dislivello e 2 ore e 45 minuti di salita.
- Tipo di percorso sentiero attrezzato con scale, staffe e cavi, non una semplice passeggiata nel bosco.
- Attrezzatura obbligatoria casco, imbrago e set da ferrata con dissipatore.
- Nel 2026 la funivia del Monte di Mezzocorona risulta interessata da lavori, quindi è importante pianificare anche il rientro a piedi.

Che cos’è e dove si trova il Burrone Giovanelli
Il percorso risale la forra del Monte di Mezzocorona, sopra la Piana Rotaliana. Non si tratta di un burrone da osservare soltanto dal fondovalle, ma di un itinerario attrezzato che entra progressivamente nella gola e segue il corso d’acqua tra roccia, vegetazione e piccole cascate.
L’accesso parte dalla località Ischia di Mezzocorona, a bassa quota, e arriva al Bait dei Manzi o al Monte di Mezzocorona. La struttura è stata realizzata all’inizio del Novecento e viene tradizionalmente collegata alla figura di Tullio Giovanelli, medico e appassionato di montagna a cui il percorso è dedicato.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Comune | Mezzocorona, provincia di Trento |
| Sentiero | SAT 505 |
| Punto di partenza | Località Ischia, circa 230 metri |
| Punto di arrivo | Bait dei Manzi, circa 891 metri |
| Lunghezza indicativa | 2 km |
| Dislivello | Circa 629 metri |
| Tempo di salita | Circa 2 ore e 45 minuti |
Come si svolge l’itinerario nella gola
Dal parcheggio si seguono le indicazioni per il sentiero SAT 505, che entra nel bosco e raggiunge un ponticello sul torrente. Dopo il tratto iniziale di avvicinamento cominciano le prime scale e i passaggi attrezzati, mentre la gola diventa più stretta e il rumore dell’acqua più presente.
La parte più suggestiva arriva quando il percorso si inoltra nella forra vera e propria. Si cammina tra pareti ombrose e verticali, si superano risalti rocciosi con scale metalliche e si incontrano cascate che, dopo periodi piovosi, possono rendere il terreno più bagnato e scivoloso.
Il tracciato termina verso il Bait dei Manzi. Da lì si può proseguire sul Monte di Mezzocorona e organizzare il ritorno tramite il sentiero SAT 500 o la Strada delle Longhe, a seconda delle condizioni e dell’allenamento. Non lo considero un percorso da improvvisare, perché la salita è breve rispetto a molti trekking alpini, ma concentra molto dislivello in poco spazio.
Difficoltà e attrezzatura da portare
Il percorso viene spesso descritto come facile o adatto a chi è alle prime esperienze. Questa definizione va letta con buon senso. La difficoltà tecnica non è estrema, ma ci sono tratti verticali, passaggi esposti e terreno umido in cui un errore può avere conseguenze serie.
Il Comune di Mezzocorona raccomanda l’uso dell’attrezzatura prevista per le vie ferrate. Io partirei soltanto con:
- casco da montagna;
- imbrago e set da ferrata omologato;
- scarponi con suola scolpita;
- guanti da ferrata, utili sulle funi e sulle staffe;
- abbigliamento a strati e una giacca impermeabile;
- acqua e una piccola riserva alimentare.
Il casco non è un accessorio opzionale, anche perché nel 2023 un crollo di roccia aveva portato all’interdizione temporanea del percorso. La gola resta un ambiente naturale soggetto a caduta massi e variazioni del livello dell’acqua. Dopo temporali intensi o piogge prolungate preferisco rimandare l’escursione.
Per chi non ha mai affrontato una ferrata, una guida alpina è una scelta sensata. Famiglie e ragazzi possono partecipare solo se hanno esperienza adeguata, altezza sufficiente per usare correttamente i dispositivi e accompagnamento competente. Non è un sentiero adatto a passeggini, cani o persone che soffrono l’esposizione.
Quando andare e come organizzare la giornata
I mesi più piacevoli sono generalmente da tarda primavera all’autunno, scegliendo una giornata asciutta e senza temporali previsti. In estate la gola offre alcuni tratti freschi e ombrosi, ma il caldo può farsi sentire nella parte bassa e il terreno può diventare umido vicino alle cascate.
Partire presto aiuta a trovare temperature più gradevoli e a gestire con calma i passaggi attrezzati. Prima di uscire controllerei sempre le condizioni del sentiero, gli eventuali divieti comunali e le previsioni locali. Nel 2026 è stata prevista una chiusura straordinaria dal 16 al 20 marzo per lavori vicino al Rio Val Maerla; il periodo è terminato, ma gli avvisi ufficiali restano il riferimento più affidabile.
La funivia del Monte di Mezzocorona risulta inoltre interessata da lavori di rinnovo nel 2026. Per questo non pianificherei il rientro contando automaticamente sull’impianto. È meglio considerare fin dall’inizio un ritorno a piedi, con tempo ed energie sufficienti.
Le attrazioni da abbinare all’escursione
Il modo più completo per vivere la zona è dedicare alla gola solo una parte della giornata. Il Monte di Mezzocorona offre punti panoramici, lo Skywalk e un ponte sospeso sulla Valle della Villa. Sono attrazioni molto diverse dal canyon, perché regalano una vista ampia sulla Piana Rotaliana dopo l’esperienza raccolta e verticale della ferrata.
Nel fondovalle merita una passeggiata anche il centro di Mezzocorona, circondato dai vigneti della Piana Rotaliana. Il Castello di San Gottardo, incastonato nella parete rocciosa sopra l’abitato, è uno dei luoghi più curiosi del paese, ma non è attualmente visitabile e l’accesso all’area è vietato per motivi di sicurezza. Lo si può ammirare dall’esterno senza cercare scorciatoie o avvicinamenti non autorizzati.
Se il percorso attrezzato è troppo impegnativo, il Monte può essere raggiunto anche attraverso itinerari escursionistici alternativi. A mio avviso è la soluzione migliore per chi desidera il panorama e l’ambiente montano, ma non vuole affrontare cavi, scale ed esposizione.
Quale esperienza scegliere in base alla preparazione
| Profilo | Scelta consigliata | Perché |
|---|---|---|
| Principiante assoluto | Escursione con guida alpina | Permette di imparare l’uso corretto del set da ferrata. |
| Escursionista allenato | Percorso completo con rientro a piedi | Il dislivello è concentrato e richiede buona resistenza. |
| Famiglia con ragazzi esperti | Valutazione individuale e accompagnamento adulto | I passaggi verticali non sono adatti a tutti i bambini. |
| Chi teme l’altezza | Sentiero alternativo verso il Monte | Consente di godere del paesaggio evitando l’esposizione. |
L’errore più comune consiste nel confondere la dicitura “facile” con “privo di rischi”. Qui la tecnica richiesta è contenuta, ma servono concentrazione, equipaggiamento e capacità di rinunciare se il meteo peggiora o il terreno non convince.
Il modo migliore per vivere la gola nel 2026
Il Burrone Giovanelli merita la visita per il suo carattere particolare: in pochi chilometri unisce una forra selvaggia, cascate, storia locale e il panorama aperto della Piana Rotaliana. La combinazione funziona soprattutto quando si prepara l’uscita come una vera escursione, non come una semplice passeggiata turistica.
Porterei l’attrezzatura completa, sceglierei una giornata stabile, verificherei l’accessibilità poco prima della partenza e organizzerei il rientro senza fare affidamento sulla funivia. Con queste precauzioni, il percorso offre un’esperienza intensa e molto più interessante di quanto facciano pensare la quota modesta e la lunghezza contenuta.