Le escursioni tra le malghe della Val di Non funzionano bene quando cerchi una giornata concreta: cammino fattibile, soste vere, panorama pulito e cucina di montagna senza trasformare tutto in una sfida sportiva. In questo articolo trovi una lettura pratica dell’anello, le varianti più sensate, i tempi da mettere in conto e i dettagli che, sul terreno, fanno davvero la differenza.
Le cose che contano davvero prima di partire
- L’anello più classico nel Gruppo delle Maddalene misura 9,8 km, con 420 m di salita e circa 3 ore e mezza di cammino.
- La zona di Hofmahd collega più malghe in sequenza breve: è la soluzione più flessibile se vuoi fermarti senza fretta.
- Monte Roen e Malga di Romeno sono l’opzione giusta se preferisci un obiettivo panoramico e un’uscita più corta.
- Le aperture cambiano molto da una malga all’altra: alcune lavorano solo nei weekend di primavera, altre restano aperte fino a Ognissanti o tutto l’anno.
- La prenotazione conta soprattutto per la cena e per i gruppi, ma io non la darei mai per scontata nemmeno a pranzo.
Cosa rende questo itinerario più interessante di quanto sembri
Io lo leggerei come un trekking di quota accessibile, non come un percorso tecnico. Il bello non sta nel “fare dislivello”, ma nel passare da un alpeggio all’altro con pendenze in genere dolci, soste possibili e un paesaggio che cambia abbastanza da tenerti dentro alla camminata senza stancarti subito.
Il richiamo delle malghe, qui, è molto concreto: non sono solo punti di passaggio, ma luoghi in cui fermarsi davvero per mangiare, bere qualcosa e capire meglio il territorio. Nel tratto delle Maddalene, ad esempio, le malghe sono quattro e il contesto è quello di una montagna selvaggia ma leggibile, quindi adatta a chi vuole un’escursione con soddisfazione piena e senza passaggi complicati.
Per questo, prima di scegliere il percorso, io distinguo sempre tra tre esigenze diverse: un anello classico, una variante breve e una salita con obiettivo panoramico. La differenza pratica tra le tre è più grande di quanto sembri, e da qui conviene passare al confronto vero e proprio.

I percorsi più utili da mettere a confronto
Se vuoi orientarti bene, la domanda non è solo “quale malga vedo?”, ma “che tipo di giornata voglio fare?”. Secondo Visit Trentino, l’anello delle Maddalene è un percorso medio di 9,8 km, con 3 ore e mezza di cammino e 420 metri di salita: è la versione più equilibrata se cerchi un vero giro ad anello, con ritmo naturale e senza eccessi.
| Itinerario | Dati pratici | Perché sceglierlo | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Anello delle malghe nel Gruppo delle Maddalene | 9,8 km, 3:30 h, 420 m di salita, difficoltà media | È il giro più completo: quattro malghe, paesaggio aperto, passo regolare | Va fatto con scarpe adatte e con un minimo di margine sui tempi |
| Sequenza Hofmahd-Cloz-Revò-Kessel-Lauregno | 15-45 minuti tra i singoli punti di sosta, su forestali e sentieri semplici | È la scelta più flessibile se vuoi decidere sul momento quanto fermarti | Io la leggo come una rete di collegamenti brevi più che come un unico anello rigido |
| Malga di Romeno e Monte Roen | 3,7 km, 1:30 h, 346 m di salita, difficoltà facile | Perfetta se vuoi un’uscita breve ma con un obiettivo panoramico vero | La salita è più diretta e non va sottovalutata solo perché i numeri sembrano piccoli |
In pratica, io sceglierei l’anello delle Maddalene se voglio una mezza giornata piena, la sequenza di malghe di Hofmahd se cerco libertà di movimento e Monte Roen se voglio un finale forte con meno ore in cammino. Capire questo prima di partire aiuta anche a decidere dove fermarsi a mangiare, ed è lì che il giro cambia davvero qualità.
Dove fermarti a mangiare e cosa aspettarti in malga
Qui la Val di Non dà il meglio. Le malghe non sono tutte uguali e, per fortuna, non devono esserlo: alcune sono più semplici, altre più strutturate, altre ancora hanno un’impronta decisamente familiare. Io non le valuterei solo per il panorama, ma per il tipo di pausa che offrono.
- Malga di Cloz è la prima che incontri dal parcheggio Hofmahd e lavora molto bene quando vuoi una sosta concreta su prodotti locali e cucina di malga; per la cena e per i gruppi sopra le 10 persone è richiesta la prenotazione.
- Malga di Revò sta a metà strada tra Cloz e Kessel ed è una fermata molto logica se vuoi un pranzo semplice, con cucina tipica altoatesina e piatti da pausa vera, non solo da assaggio.
- Malga Kessel ha un’impronta più raccolta ed è una buona tappa se vuoi proseguire lungo il giro senza perderti troppo tempo; il fatto che sia in legno e ai piedi della Vedetta Alta le dà un carattere molto riconoscibile.
- Malga di Lauregno è interessante se apprezzi i dolci fatti in casa e una cucina tirolese più marcata; è una scelta che funziona bene anche quando vuoi un rientro tranquillo dopo la passeggiata.
- Malga di Romeno è la più comoda da leggere come base o punto d’arrivo: è aperta tutto l’anno e si presta bene anche a famiglie, grazie alla facilità di accesso e alla presenza di animali e area giochi vicino alla struttura.
- Malga Castrin è l’opzione più particolare se pensi a una sosta lunga o a un pernottamento, perché è l’unica della zona con cena e colazione: qui il giro si trasforma facilmente in un piccolo soggiorno in quota.
Il punto, però, non è mangiare in qualunque malga capiti. È scegliere quella giusta rispetto all’orario e alla stagione, perché nelle Dolomiti alpine il servizio è spesso ottimo ma non continuo come in un ristorante di paese. Ed è proprio qui che serve guardare bene le aperture.
Quando andare e come leggere le aperture
Le aperture cambiano più di quanto molti si aspettino, e nel 2026 vale ancora la regola più semplice di tutte: non dare mai per scontato che una malga sia aperta solo perché il sentiero è praticabile. Le schede di Visit Val di Non mostrano bene questa varietà, soprattutto nel Gruppo delle Maddalene e sul versante del Roen.
| Malga | Apertura indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|
| Malga di Romeno | Tutto l’anno; a marzo e aprile solo sabato e domenica, poi dal 1° maggio tutti i giorni fino ai Santi | È la più affidabile se vuoi organizzare una gita fuori stagione |
| Malga di Revò | Marzo e aprile da giovedì a domenica; da metà maggio tutti i giorni fino ai Santi | Ottima per pranzo e merenda, ma i giorni iniziali della stagione vanno controllati con attenzione |
| Malga Kessel | Dal 1° giugno fino a Ognissanti, tutti i giorni | È una delle aperture più lineari dell’anello delle Maddalene |
| Malga di Lauregno | Dal 1° giugno al 15 ottobre, tutti i giorni | Buona finestra estiva e autunnale, con gestione altoatesina e cucina coerente con il luogo |
| Malga Manzara di Proves | Da inizio giugno al 15 ottobre, tutti i giorni | Da tenere presente se vuoi un giro più largo sul confine tra Trentino e Alto Adige |
Questa differenza di calendario cambia anche il risultato della giornata: a fine maggio puoi trovare un percorso bellissimo ma poche soste aperte, mentre tra giugno e settembre la stessa zona diventa molto più generosa. Io, se devo essere pratico, considero la stagione quasi quanto il dislivello.
Come prepararla bene senza complicarti la giornata
La preparazione giusta per questo tipo di escursione non è pesante, ma deve essere intelligente. In montagna l’errore più comune è partire pensando che “tanto è un giro di malghe”, quando invece bastano meteo, quota e orari dei ristori per cambiare completamente la sensazione del percorso.
- Parti presto, idealmente tra le 8:30 e le 9:30, se vuoi evitare fretta, parcheggi pieni e soste mangia-tutto-in-una-volta.
- Metti scarponcini o scarpe con suola davvero stabile: molte strade sono forestali, ma il fondo può essere irregolare o umido.
- Porta uno strato in più anche in estate: tra bosco, quota e vento, la temperatura può scendere più di quanto sembra dal fondovalle.
- Non basarti solo sul telefono per l’orientamento; io preferisco avere traccia GPX o mappa offline, soprattutto se voglio concatenare più malghe.
- Se pensi di pranzare tardi, avvisa o prenota prima: è un’abitudine semplice che evita di arrivare quando la cucina è già in chiusura.
- Con bambini o camminatori poco allenati, meglio scegliere un tratto breve e lineare piuttosto che forzare un anello lungo solo per principio.
Un dettaglio che spesso sottovaluto è la logistica del rientro: se vai a fare più soste e perdi tempo al tavolo, il margine per tornare scende subito. Per questo conviene decidere in anticipo dove vuoi davvero fermarti, così l’escursione resta piacevole anche se il meteo si muove o se trovi più gente del previsto.
Le scelte che contano più del chilometraggio
Se devo ridurre tutto a una regola semplice, direi questa: in Val di Non non vince chi fa più malghe, ma chi sceglie il giro più coerente con il proprio passo. Due soste ben fatte, un pranzo tranquillo e un rientro senza corse valgono spesso più di un anello troppo ambizioso.
Per una giornata classica io punterei sul circuito delle Maddalene; per una gita più rilassata, sulla sequenza breve di Hofmahd; per un’uscita breve ma con vista importante, su Malga di Romeno e Monte Roen. Se invece vuoi trasformare la camminata in una piccola esperienza di quota con pernottamento, Malga Castrin è il nome da tenere a mente.
In fondo, è proprio questo il senso del giro tra le malghe della Val di Non: camminare con misura, scegliere bene dove fermarsi e lasciare che il paesaggio faccia il resto.