Basta scendere dalla cabinovia al Passo Paradiso per trovarsi in un ambiente dove ghiaccio, rocce e memoria della Grande Guerra convivono a oltre 2.500 metri. Il ghiacciaio Presena è una meta adatta sia a chi cerca un panorama facilmente accessibile sia a chi vuole capire come stanno cambiando i ghiacciai alpini. Qui raccolgo informazioni pratiche su come arrivare, quale itinerario scegliere, cosa portare e quali limiti considerare.
Le informazioni essenziali per organizzare una visita al Presena
- Accesso semplice con la cabinovia da Passo del Tonale fino a Passo Paradiso e, in stagione, alla zona di Capanna Presena.
- Il percorso più accessibile misura circa 3,5 km e richiede poco più di un’ora in discesa.
- Il ghiacciaio si trova tra circa 2.700 e 3.000 metri, quindi anche in estate servono abbigliamento caldo e protezione dal sole.
- La zona conserva trincee, postazioni militari e la Galleria Paradiso, legate alla Guerra Bianca.
- Il ghiaccio vivo non va attraversato senza attrezzatura adeguata e guida alpina.

Perché il ghiacciaio Presena merita una visita
Il Presena appartiene al gruppo dell’Adamello-Presanella, sulle montagne tra Trentino e Lombardia, sopra il Passo del Tonale. La sua posizione lo rende particolare: si può osservare un ambiente glaciale d’alta quota senza affrontare subito un’ascensione alpinistica.
La prima cosa che colpisce è il contrasto tra la superficie bianca e le rocce scure della conca. Da Passo Paradiso lo sguardo si apre verso l’Adamello, la Presanella e il Pian di Neve, mentre più in basso compaiono piccoli bacini e valloni modellati dal ghiaccio.
Non lo considero però una semplice terrazza panoramica. Il ghiacciaio è un ambiente fragile e in trasformazione. Le aree liberate dal ritiro del ghiaccio mostrano morene, detriti e nuovi tratti di roccia, rendendo evidente un cambiamento che spesso in valle si percepisce soltanto attraverso i dati.
Come arrivare e quanto tempo mettere in conto
Il punto di partenza più pratico è il Passo del Tonale, raggiungibile in auto lungo la SS42. Nei pressi della cabinovia Paradiso si trova un parcheggio, indicato da Visit Val di Sole come punto di accesso all’itinerario. In alternativa si può arrivare con i collegamenti autobus diretti al passo, verificando gli orari prima di partire.
| Tratto | Quota indicativa | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Passo del Tonale | circa 1.880 m | Parcheggio e partenza degli impianti |
| Passo Paradiso | circa 2.585 m | Primo punto panoramico e accesso ai sentieri |
| Capanna Presena | circa 2.753 m | Base per l’escursione verso i laghi |
| Passo Presena | circa 3.000 m | Quota più alta raggiungibile con la cabinovia Presena |
Gli impianti non hanno lo stesso calendario tutto l’anno. Per una visita nel 2026 conviene controllare apertura, ultima corsa e condizioni dei sentieri il giorno precedente: una cabinovia chiusa o un orario ridotto può cambiare completamente il programma.
Il costo del biglietto dipende dalla stagione, dal tipo di corsa e da eventuali card turistiche. Eviterei di basarmi su un prezzo trovato mesi prima, soprattutto per l’estate e per i periodi di manutenzione. La regola più importante è semplice: non arrivare all’ultima corsa se il percorso prevede soste, fotografie o una visita alla Galleria Paradiso.
L’escursione più semplice tra ghiaccio, laghi e trincee
Da Capanna Presena al Lago del Monticello
L’itinerario più accessibile parte dalla zona di Capanna Presena e scende verso il Lago del Monticello. Il percorso indicato dagli operatori locali è lungo circa 3,5 chilometri e richiede all’incirca 1 ora e 15 minuti, con difficoltà facile. La durata reale può aumentare se il terreno è bagnato o se ci si ferma spesso nei punti panoramici.
Il fondo alterna strada larga, pietraia e un tratto di sentiero militare. Non è una passeggiata cittadina, ma non richiede nemmeno esperienza alpinistica in condizioni normali. Io sceglierei comunque scarponcini con suola scolpita, perché piccoli sassi, acqua di fusione e fango possono rendere instabili anche i tratti apparentemente comodi.
Cosa si incontra lungo il cammino
- Il Monumento alla Fratellanza, dedicato alla memoria dei soldati italiani e austro-ungarici che combatterono in quota.
- La Galleria Paradiso, spazio dedicato alla Guerra Bianca e alle condizioni estreme vissute durante la Prima guerra mondiale.
- Resti di trincee e postazioni, spesso poco appariscenti ma importanti per leggere il paesaggio.
- Il Lago del Monticello, piccolo bacino glaciale incastonato tra le montagne del Tonale e del Presena.
Il percorso è prevalentemente in discesa, quindi il ritorno va pianificato bene. Prima di partire verifico sempre dove termina il tratto scelto e quale impianto o sentiero permette di rientrare al Tonale. Un itinerario facile in discesa può diventare impegnativo se si deve recuperare quota a piedi senza acqua o con il maltempo in arrivo.
La Guerra Bianca è parte del paesaggio
Tra il 1915 e il 1918 la conca di Presena fu uno dei settori del fronte alpino. I soldati combattevano, costruivano ripari e trasportavano rifornimenti a quote proibitive, spesso in condizioni di neve abbondante e temperature estreme. Per questo la visita ha un valore diverso da quello di una normale escursione panoramica.
Le tracce della guerra non sono sempre spettacolari. Una linea di pietre, una piccola cavità nella roccia o una trincea coperta dalla vegetazione possono sembrare dettagli minori, ma aiutano a capire quanto fosse difficile vivere qui. La Galleria Paradiso è il punto più immediato per avvicinarsi a questa storia senza affrontare un percorso tecnico.
Il ritiro del ghiaccio sta inoltre riportando alla luce materiali e resti legati al conflitto. Non bisogna toccare né spostare eventuali reperti, perché possono essere pericolosi o avere valore storico. In caso di ritrovamento, la scelta corretta è allontanarsi e informare gli addetti o le autorità locali.
Il paesaggio racconta anche la crisi climatica. Nel rapporto sulla campagna glaciologica 2025, la SAT ha indicato per i ghiacciai trentini un arretramento medio di 18,5 metri, con valori massimi tra 30 e 33 metri. Il dato riguarda più ghiacciai e non va attribuito automaticamente al solo Presena, ma chiarisce bene la direzione del cambiamento.
Tre esperienze diverse da non confondere
La stessa area viene spesso descritta come destinazione per sciatori, escursionisti e appassionati di vie ferrate. Sono attività molto diverse per difficoltà, stagione e attrezzatura. Capire questa differenza evita l’errore più comune, cioè pensare che raggiungere il ghiacciaio significhi poter camminare liberamente sul ghiaccio.
| Esperienza | Periodo più adatto | Impegno | Attrezzatura essenziale |
|---|---|---|---|
| Panorama e visita alla conca | Estate, con impianti aperti | Basso | Scarpe robuste, giacca, occhiali da sole |
| Escursione al Lago del Monticello | Estate e inizio autunno, secondo le condizioni | Facile | Scarponcini, acqua, protezione solare, strato caldo |
| Sentiero dei Fiori e percorsi attrezzati | Stagione stabile e sentieri aperti | Medio o alto | Casco, imbrago, kit da ferrata e passo sicuro |
| Attraversamento del ghiacciaio | Solo con condizioni e accompagnamento adeguati | Alpinistico | Ramponi, imbrago, corda e competenze specifiche |
Il Sentiero dei Fiori è un itinerario attrezzato in alta quota, non una variante panoramica della passeggiata al lago. Anche quando la neve sembra assente, possono esserci ghiaccio, cavi esposti, vento forte e visibilità ridotta. Se non si ha esperienza, una guida alpina è un investimento molto più sensato di un tentativo improvvisato.
Leggi anche: Monte Bondone - Guida completa: escursioni e sci
Cosa mettere nello zaino
- giacca impermeabile e un secondo strato caldo;
- berretto e guanti anche in estate;
- occhiali da sole e crema con protezione alta;
- almeno 1 litro d’acqua a persona per una breve escursione;
- snack energetici, telefono carico e una piccola lampada frontale;
- cartina o traccia del percorso, senza affidarsi soltanto alla connessione.
A questa quota il sole è intenso, ma il clima può cambiare in pochi minuti. Il mio consiglio è partire presto, osservare le nuvole sopra le creste e rinunciare senza esitazioni se arrivano temporali o nebbia fitta. In montagna, tornare indietro in tempo fa parte dell’escursione, non è una sconfitta.
Il modo migliore per vivere il Presena senza rovinarne il significato
Una visita ben organizzata richiede poche cose, ma tutte importanti: controllare gli impianti, scegliere un percorso proporzionato alla propria esperienza e lasciare margine per il meteo. Non serve correre verso la quota massima. Spesso il tratto più interessante è quello in cui il ghiaccio incontra la roccia e la storia diventa leggibile nel terreno.
Consiglio di dedicare almeno mezza giornata alla zona, includendo una sosta panoramica, l’itinerario verso il Lago del Monticello e il tempo necessario per osservare le testimonianze della Guerra Bianca. Il ghiacciaio non è soltanto una fotografia da raggiungere con la cabinovia, ma un ambiente fragile che merita attenzione, rispetto e un passo lento.