Lupa del Lagorai, la guida dalla passeggiata alla Panarotta

29 settembre 2026

Scultura di una lupa del Lagorai in legno, che ulula al tramonto su un crinale roccioso, con montagne nebbiose all'orizzonte.

Indice

Una breve salita da Vetriolo Terme conduce a una grande lupa di legno affacciata sulla Valsugana, ma il percorso può diventare anche un’escursione più completa verso Malga Masi e la Panarotta. In questa guida chiarisco dove si trova la Lupa del Lagorai, come raggiungerla, quanto è impegnativo l’itinerario e quale attrezzatura conviene portare.

La visita è semplice, ma il percorso completo richiede preparazione

  • Località: Pian della Casara, sopra Vetriolo Terme, nel comune di Levico Terme.
  • Quota: circa 1.600 metri, con vista sulla Valsugana e sui laghi di Levico e Caldonazzo.
  • Passeggiata breve: circa 1 km e 15-20 minuti dal parcheggio più vicino.
  • Opera: scultura lignea alta circa 6 metri, realizzata con oltre 2.000 frammenti dopo la tempesta Vaia.
  • Escursione completa: si può proseguire verso Malga Masi, La Bassa e Cima Panarotta.

Scultura di una lupa del Lagorai, fatta di legni, ulula al cielo limpido su un crinale roccioso, con alberi e montagne nebbiose all'orizzonte.

Non è una cima, ma un incontro tra arte e montagna

La prima cosa da chiarire è semplice. La Lupa del Lagorai non è una vetta né il nome di un sentiero, ma una grande opera di land art realizzata dall’artista veneto Marco Martalar. Si trova al Pian della Casara, lungo la strada forestale che da Vetriolo Terme sale verso la Panarotta.

La scultura è alta circa 6 metri ed è composta da più di 2.000 pezzi di legno, tra radici, rami e scarti recuperati dopo la tempesta Vaia del 2018. Il materiale non è trattato con vernici o oli, quindi l’opera cambia lentamente sotto l’effetto del sole, della pioggia e della neve.

È proprio questo il suo aspetto più interessante. Non è un semplice punto fotografico, ma il simbolo di un bosco ferito che prova a rinascere. Attorno alla radura si vedono ancora tronchi spezzati e ceppaie, mentre la nuova vegetazione sta riconquistando gli spazi aperti. Io trovo che il contrasto tra la grande figura della lupa e il paesaggio segnato da Vaia renda la visita molto più intensa di quanto ci si aspetti da una passeggiata così breve.

Come arrivare a piedi dalla partenza più semplice

Da Levico Terme si sale in auto verso Vetriolo Terme, a circa 1.500 metri di quota. Il punto di riferimento più pratico è il parcheggio nei pressi del Nif, già noto in passato come Maso Vetriolo Vecchio, vicino alla zona di lancio dei parapendii.

Da qui si segue la strada forestale indicata per il Pian della Casara e Malga Masi. Il fondo è ampio e la pendenza regolare, ma non va confuso con una passeggiata completamente pianeggiante. Bastano scarpe con una buona suola, soprattutto dopo la pioggia, quando alcuni tratti possono diventare scivolosi.

Dato Indicazione pratica
Punto di partenza Vetriolo Terme, circa 1.500 metri
Destinazione Pian della Casara
Distanza Circa 1 km
Tempo di salita 15-20 minuti
Dislivello Poco più di 100 metri
Difficoltà Facile, con attenzione al fondo e al meteo

Non ci sono fontane lungo il breve tragitto, perciò porterei comunque almeno mezzo litro d’acqua a persona. La passeggiata è adatta anche a chi non ha un grande allenamento, ma passeggini e scarpe leggere da città possono rivelarsi poco pratici sul fondo sterrato.

Il giro più completo verso Malga Masi e la Panarotta

Chi vuole trasformare la visita in una vera escursione può continuare lungo la strada forestale con il segnavia 308. Dopo la radura della lupa si raggiunge Malga Masi, intorno ai 1.700 metri, un buon punto per una pausa e per valutare le condizioni del sentiero.

Da Malga Masi il tracciato sale verso La Bassa della Panarotta. Le proposte escursionistiche della SAT indicano, per il percorso da Vetriolo fino alla zona della Bassa e del parcheggio degli impianti, circa 4 ore complessive e 370 metri di dislivello. La difficoltà è classificata E, cioè escursionistica, perché il tratto finale è più ripido e il terreno può essere sconnesso.

Con buone condizioni e adeguato allenamento si può proseguire fino a Cima Panarotta, a 2.002 metri. Da lassù il panorama comprende la Valsugana, i laghi di Levico e Caldonazzo, la Valle dei Mocheni, il Lagorai e, nelle giornate limpide, anche il Gruppo di Brenta. Il percorso verso la cima non è tecnicamente alpinistico, ma richiede più fiato e una gestione corretta dei tempi.

Itinerario Impegno indicativo Per chi è adatto
Parcheggio - Pian della Casara 15-20 minuti, poco più di 100 m di dislivello Famiglie e passeggiata panoramica
Vetriolo - Malga Masi - La Bassa Circa 4 ore complessive, 370 m di dislivello Escursionisti con allenamento normale
Vetriolo - Lupa - Cima Panarotta Circa 3 ore e 30 minuti in alcune proposte, fino a 580 m di salita Escursionisti abituati ai percorsi di montagna

La differenza tra le relazioni dipende dal punto di arrivo, dal tipo di giro e dal rientro. Prima di partire stabilirei quindi se voglio una breve andata e ritorno, un anello oppure una traversata con rientro da un parcheggio diverso. È un dettaglio che cambia molto la pianificazione.

Quando andare e cosa mettere nello zaino

La scultura è visibile durante tutto l’anno, ma il tratto cambia parecchio con le stagioni. Da giugno a ottobre la strada forestale è generalmente più semplice da percorrere, mentre in primavera possono rimanere neve, fango e ghiaccio nei punti meno esposti al sole.

In inverno la passeggiata può diventare un itinerario con ciaspole. In questo caso non mi affiderei alla sola lunghezza del percorso. La neve nasconde buche e radici, il ghiaccio rende insidiosa anche una pendenza modesta e il tempo in quota può cambiare rapidamente.

  • Scarponcini o scarpe da trekking con suola scolpita.
  • Giacca antivento e uno strato caldo anche in estate.
  • Acqua e uno spuntino, perché lungo il primo tratto non ci sono fontane.
  • Bastoncini sui percorsi più lunghi o in presenza di neve.
  • Ramponcini e ciaspole solo quando le condizioni lo richiedono.
  • Cartina o traccia aggiornata per l’itinerario verso la Panarotta.

Per una semplice visita pomeridiana sceglierei la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce sulla Valsugana è più morbida e la zona tende a essere meno frequentata. Per il giro completo, invece, partirei presto e controllerei sempre meteo, neve e accessibilità della strada prima di salire.

Per chi è adatta e quali errori evitare

La salita fino alla lupa è adatta a molte persone, compresi bambini abituati a camminare, purché non si pretenda di affrontarla con l’attrezzatura sbagliata. La parte più facile è breve, ma il percorso verso Malga Masi e la Panarotta appartiene a un ambiente di montagna e non a un parco cittadino.

L’errore più comune è fermarsi alla distanza di un chilometro e pensare che tutta l’escursione sia altrettanto semplice. Dopo la scultura aumentano quota, esposizione al vento e dislivello. Chi ha poco tempo può tornare indietro senza problemi, mentre chi prosegue dovrebbe avere ancora energie sufficienti per il rientro.

Durante la visita eviterei di arrampicarmi sull’opera o di toccare i suoi elementi più fragili. Il legno è lasciato al naturale e il suo deterioramento fa parte del progetto. Restare sulla strada forestale, non raccogliere pezzi e portare via i rifiuti sono comportamenti semplici che proteggono un luogo già segnato dagli eventi atmosferici.

Una meta da abbinare ai laghi e a Levico Terme

La visita funziona bene anche come tappa di una giornata più ampia in Valsugana. Dopo la discesa si può raggiungere Levico Terme, passeggiare lungo il lago oppure scegliere il Lago di Caldonazzo. In alternativa, una sosta a Malga Masi rende l’uscita più completa senza obbligare a salire fino alla cima.

Io la proporrei in modo diverso a seconda del gruppo. Per una famiglia o per chi desidera soltanto vedere l’opera, bastano parcheggio, strada forestale e panorama. Per escursionisti allenati, invece, il collegamento con La Bassa e la Panarotta offre una giornata più varia, con bosco, radure, testimonianze della Grande Guerra e ampie vedute sulla valle.

La scelta migliore dipende dal tempo che hai

Con poco tempo, considera la visita alla scultura come una passeggiata panoramica di circa un’ora tra andata, sosta e ritorno. Se hai mezza giornata, aggiungi Malga Masi e valuta La Bassa solo dopo aver controllato meteo e condizioni del terreno.

La vera forza di questa meta sta nell’unione tra arte, memoria della tempesta Vaia e paesaggio del Lagorai. Non serve inseguire per forza la vetta più alta: anche il breve sentiero verso la radura offre un’esperienza completa, purché venga affrontato con rispetto per la montagna e con l’abbigliamento giusto.

Domande frequenti

La scultura si trova al Pian della Casara, sopra Vetriolo Terme, nel comune di Levico Terme. Dal parcheggio vicino al Nif si raggiunge in circa 15-20 minuti, percorrendo poco più di 1 km e superando poco più di 100 metri di dislivello.

Dopo la scultura si può proseguire verso Malga Masi, La Bassa della Panarotta e Cima Panarotta. Il percorso fino alla zona della Bassa richiede circa 4 ore complessive e 370 metri di dislivello, mentre Cima Panarotta arriva a 2.002 metri e richiede più allenamento.

Per il breve percorso sono consigliate scarpe da trekking con suola scolpita, acqua, uno strato caldo e una giacca antivento. Per gli itinerari più lunghi possono essere utili bastoncini; con neve e ghiaccio servono invece ramponcini o ciaspole, in base alle condizioni.

Sì, ma la strada forestale può trasformarsi in un itinerario con ciaspole. La neve può nascondere buche e radici, mentre il ghiaccio rende scivolosi anche i tratti poco ripidi. Prima di partire è opportuno controllare meteo, neve e accessibilità della strada.

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Nunzia Greco

Nunzia Greco

Mi chiamo Nunzia Greco e ho sette anni di esperienza nel mondo del trekking e nella scoperta dei laghi e dei borghi del Trentino. La mia passione per la natura e per le tradizioni locali mi ha portato a esplorare ogni angolo di questa meravigliosa regione, e mi piace condividere le mie scoperte con gli altri. Scrivo di percorsi di trekking, itinerari suggestivi e luoghi nascosti che raccontano storie affascinanti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e facilmente comprensibili. Controllo sempre le fonti e confronto le informazioni per garantire che i miei lettori possano fidarsi dei contenuti che presento. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le ultime tendenze nel settore del trekking, per aiutare chi desidera avventurarsi nel Trentino a vivere esperienze indimenticabili.

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