Sentiero dei larici nel Lagorai - guida alla passeggiata facile

9 ottobre 2026

Donna sorridente su un sentiero dei larici innevato, con montagne maestose e un villaggio sullo sfondo.

Indice

Una passeggiata breve in quota può essere il modo migliore per entrare nel paesaggio del Lagorai senza affrontare un trekking impegnativo. Il sentiero dei larici presso Ronchi Valsugana accompagna tra boschi luminosi, radure e malghe, con indicazioni semplici su partenza, durata, dislivello, periodo consigliato e attrezzatura.

Un’ora tranquilla tra bosco, malghe e paesaggi del Lagorai

  • Dove si trova in alta Valsugana, nei pressi di Malga Casapinello.
  • Difficoltà facile, adatta a chi cerca una passeggiata senza grandi dislivelli.
  • Dati principali: circa 2 km, 1 ora di cammino e 74 metri di salita.
  • Quota compresa tra 1.642 e 1.715 metri.
  • Punto forte: il bosco aperto di larici con possibilità di raggiungere Malga Prima Busa.

Sentiero dei larici: percorso segnato in rosso e arancione tra montagne boscose, con indicazioni per Rifugio Larici, Monte Erba e Monte Kempel.

Dove si trova e quali sono i dati essenziali

Questo itinerario si trova nel territorio di Ronchi Valsugana, in provincia di Trento, nella zona montana collegata alla Val Calamento e alla catena del Lagorai. Il nome non identifica un solo percorso in Italia: esistono itinerari omonimi anche in Alto Adige e in altre vallate alpine. Qui considero la passeggiata trentina descritta dall’APT Valsugana e Lagorai.

Distanza Circa 2 km
Durata Circa 1 ora
Dislivello positivo 74 m
Quota Da 1.642 a 1.715 m
Difficoltà Facile
Tipo di percorso Passeggiata di andata e ritorno

Le cifre sono indicative e vanno lette insieme alle condizioni del terreno. Un’ora è una stima realistica per un adulto con passo tranquillo, ma con bambini, soste fotografiche o terreno bagnato il tempo può allungarsi facilmente.

Come arrivare alla partenza presso Malga Casapinello

Dal fondovalle della Valsugana si raggiunge Borgo Valsugana e si prosegue verso Torcegno e Ronchi. Superato l’abitato di Ronchi, bisogna seguire le indicazioni per Samone e poi quelle per Malga Casapinello. La strada sale fino alla zona di partenza, dove le possibilità di parcheggio possono dipendere dalla stagione e dall’affollamento.

La traccia può iniziare dal parcheggio vicino alla malga oppure da un tornante precedente. Prima di mettersi in cammino controllerei sempre dove lasciare l’auto senza restringere la carreggiata o bloccare l’accesso ai mezzi agricoli. In montagna il parcheggio improvvisato crea problemi reali, soprattutto nei fine settimana estivi.

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Il percorso in pratica

Il cammino si sviluppa su un tratto semplice, immerso in un lariceto non troppo fitto. La luce entra tra le chiome e rende il bosco piacevole anche per chi non ama i sentieri chiusi e ombrosi. Il dislivello è contenuto, ma alcuni tratti possono diventare scivolosi dopo la pioggia.

La passeggiata conduce verso Malga Prima Busa, punto interessante per una sosta e per osservare l’ambiente pastorale del Lagorai. Il ritorno avviene sullo stesso itinerario o lungo la strada forestale, secondo le condizioni e la segnaletica presente sul posto.

Per chi è adatto questo itinerario

La difficoltà è classificata come facile e la distanza ridotta lo rende adatto a famiglie, escursionisti occasionali e viaggiatori che vogliono inserire una camminata breve in una giornata più ampia. Io lo sceglierei soprattutto per una prima escursione in quota o per un pomeriggio senza fretta.

Le schede turistiche lo indicano anche come percorso adatto ai passeggini, ma farei una distinzione importante. Il fondo naturale può presentare radici, sassi o fango: con un bambino piccolo è più prudente usare uno zaino porta-bimbo, mentre il passeggino dovrebbe essere robusto e adatto ai terreni sterrati.

  • Bambini abituati a camminare: percorso generalmente gestibile, con soste frequenti.
  • Escursionisti principianti: buona scelta per prendere confidenza con quota e sentieri forestali.
  • Persone poco allenate: il dislivello contenuto non richiede una preparazione specifica.
  • Escursionisti esperti: da solo può risultare breve, ma si può collegare ad altri itinerari della zona.

Non lo definirei però una passeggiata cittadina. Siamo pur sempre in ambiente montano, con meteo variabile e servizi limitati. Se il cielo cambia rapidamente, la cosa sensata è rientrare senza cercare di allungare il giro.

Quando andare e cosa portare nello zaino

Il periodo più piacevole va dalla tarda primavera all’autunno, quando la neve si è ritirata e le strade di accesso sono normalmente percorribili. Settembre e ottobre sono particolarmente interessanti per i colori dei larici, che passano dal verde al giallo caldo prima della caduta degli aghi.

In estate conviene partire al mattino o nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde. Dopo temporali o piogge abbondanti bisogna prestare attenzione al fango e verificare che l’accesso alla zona non sia stato limitato da lavori, caduta di alberi o condizioni della strada.

  • Scarpe da trekking con suola scolpita, anche se il percorso è facile.
  • Giacca impermeabile e uno strato caldo, perché a oltre 1.600 metri la temperatura cambia rapidamente.
  • Acqua e uno spuntino, soprattutto viaggiando con bambini.
  • Telefono carico e traccia offline, senza fare affidamento esclusivo sulla copertura.
  • Bastoncini da trekking per chi soffre le discese su terreno umido.

Non servono equipaggiamenti tecnici da alta montagna, ma presentarsi con scarpe lisce o abbigliamento leggero è un errore comune. La difficoltà bassa non elimina il rischio di scivolare, soprattutto nei tratti ombreggiati.

Come trasformare la passeggiata in una giornata nel Lagorai

Il percorso funziona bene anche come tappa breve all’interno di un programma più ampio. La vicinanza a Malga Casapinello permette di abbinare il cammino a una sosta tranquilla vicino al piccolo laghetto circondato dai larici, mentre la zona offre collegamenti con percorsi più lunghi verso i Sette Laghi e altri ambienti d’alta quota.

Qui è importante non confondere le escursioni. Il tratto di circa 2 km è semplice e rilassato; gli itinerari che proseguono verso laghi, forcelle o sentieri SAT richiedono più tempo, orientamento e allenamento. Prima di continuare, controllerei sempre dislivello totale, segnaletica e condizioni della neve.

Per una giornata equilibrata sceglierei una di queste combinazioni:

  • passeggiata nel lariceto, pausa a Malga Prima Busa e rientro senza fretta;
  • escursione breve al mattino e visita di Borgo Valsugana nel pomeriggio;
  • cammino con pranzo al sacco vicino alla malga, rispettando le aree autorizzate;
  • itinerario più lungo verso i laghi soltanto con meteo stabile e adeguata preparazione.

Il valore di questa proposta non sta nella prestazione sportiva. A mio parere funziona perché offre un assaggio autentico del paesaggio del Lagorai in poco tempo, senza obbligare a una giornata intera di trekking.

Il momento giusto per godersi davvero i larici della Valsugana

Chi desidera una passeggiata semplice, panoramica e adatta a ritmi familiari può inserire questo itinerario nel proprio viaggio senza complicare troppo l’organizzazione. La scelta migliore resta una giornata asciutta, con scarpe adeguate e qualche ora libera per fermarsi, osservare il bosco e raggiungere la malga.

Prima della partenza verificherei sempre accessibilità della strada, parcheggio e condizioni del sentiero presso gli uffici turistici locali. È un controllo veloce, ma fa la differenza tra una passeggiata piacevole e un’escursione iniziata con inutili imprevisti.

Domande frequenti

Il percorso misura circa 2 km, richiede un’ora di cammino e presenta 74 metri di dislivello positivo. La quota varia tra 1.642 e 1.715 metri e l’itinerario è di andata e ritorno.

Sì, la difficoltà è facile e il percorso è adatto a famiglie, principianti e persone poco allenate. Il fondo può però avere radici, sassi o fango: con bambini piccoli è più prudente usare uno zaino porta-bimbo, mentre il passeggino deve essere robusto e adatto allo sterrato.

Da Borgo Valsugana si prosegue verso Torcegno e Ronchi, poi si seguono le indicazioni per Samone e Malga Casapinello. Il parcheggio può dipendere dalla stagione e dall’affollamento; è importante non lasciare l’auto sulla carreggiata o davanti agli accessi agricoli.

Il periodo consigliato va dalla tarda primavera all’autunno, con settembre e ottobre particolarmente suggestivi per i colori dei larici. Servono scarpe da trekking con suola scolpita, giacca impermeabile, uno strato caldo, acqua, uno spuntino e una traccia offline; dopo la pioggia occorre prestare attenzione a fango e tratti scivolosi.

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Jole Gatti

Jole Gatti

Mi chiamo Jole Gatti e ho un'esperienza di 9 anni nel campo del trekking e nella scoperta dei laghi e borghi del Trentino. La mia passione per la natura e la cultura di questa regione è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare i sentieri e a scoprire le storie che si celano dietro ogni angolo. Scrivo per condividere le meraviglie di questi luoghi, aiutando i lettori a comprendere le bellezze naturali e culturali che il Trentino ha da offrire. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando dati per garantire un contenuto chiaro e accessibile. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le tendenze del settore, affinché chiunque possa apprezzare e godere delle esperienze che questa straordinaria regione offre, sia che si tratti di un'escursione nei boschi, di una visita a un pittoresco borgo o di una giornata trascorsa a contemplare le acque di un lago.

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