Una distesa di rocce chiare, un bosco fresco e il Lago di Tovel come punto d’arrivo o di partenza: il Sentiero delle Glare attraversa uno degli ambienti più insoliti della Val di Tovel. In questa guida raccolgo le informazioni che servono davvero per organizzare l’escursione, dalla lunghezza del percorso alla gestione di parcheggi e navette nel 2026, con indicazioni su periodo, equipaggiamento e difficoltà.
Le informazioni da avere prima di partire
- Zona Val di Tovel, nel Parco Naturale Adamello Brenta.
- Percorso lineare tra località Al Capriolo e il parcheggio del Lago di Tovel, per circa 5 km a tratta.
- Dislivello di circa 400 metri tra i due punti principali, con salita più evidente andando verso il lago.
- Difficoltà tecnicamente facile, ma meno banale nella pietraia e nelle giornate molto calde.
- Punto delicato il tratto delle Glare è esposto al sole e non offre acqua.
- Soluzione più comoda lasciare l’auto ad Al Capriolo e utilizzare la navetta per salire al lago.

Che cosa rende speciale questo percorso nella Val di Tovel
Il percorso si trova nella parte bassa della Val di Tovel, nel territorio di Ville d’Anaunia, e collega la località Al Capriolo con il parcheggio vicino al lago. La sua caratteristica più sorprendente è la grande pietraia delle Glare, un deposito detritico nato da un’antica frana staccatasi dalle pareti del Monte Corno.
Per alcuni minuti si cammina in un ambiente che sembra quasi alpino e desertico allo stesso tempo. Le rocce chiare, la vegetazione rada e le conche che in primavera possono riempirsi d’acqua formano un paesaggio molto diverso dal bosco di abeti e pini che accompagna gli altri tratti. I cosiddetti laghetti effimeri durano poco, soprattutto dopo il disgelo, ma sono uno degli elementi più interessanti dell’itinerario.
Io trovo che il valore della passeggiata stia proprio nel contrasto tra ambienti diversi. Non è una semplice strada di accesso al lago: permette di leggere la storia geologica della valle camminando tra bosco, torrente e detriti di frana, con alcuni punti panoramici sulla morfologia delle Glare.
Come si svolge l’escursione tra Al Capriolo e il lago
L’itinerario può essere percorso in entrambe le direzioni, ma la scelta più intuitiva è partire dal lago e scendere verso Al Capriolo. In questo senso il tragitto è prevalentemente in discesa; al contrario, chi parte dal basso deve affrontare una salita continua, non difficile dal punto di vista tecnico ma abbastanza impegnativa se il sole è forte.
| Dato | Informazione pratica |
|---|---|
| Partenza consigliata | Parcheggio del Lago di Tovel oppure Al Capriolo |
| Quota indicativa | Da circa 798 m a circa 1.197 m |
| Distanza lineare | Circa 5 km per tratta |
| Tempo medio | Da 1 ora e 45 minuti a 2 ore e 30 minuti, secondo direzione e passo |
| Difficoltà | Facile sul piano tecnico, moderata se affrontata in salita |
| Fondo | Sentiero boschivo, sterrato, tratti sassosi e brevi passaggi vicini alla strada |
Le schede escursionistiche possono riportare distanze diverse perché alcune descrivono il giro completo o includono varianti. Per il solo collegamento tra Al Capriolo e il lago, io pianificherei almeno mezza giornata, lasciando spazio per le soste nella pietraia e per una passeggiata sulle rive del Lago di Tovel.
I passaggi più interessanti
Dal parcheggio del lago si seguono le indicazioni del giro delle Glare, inizialmente tra abeti e pini. Dopo il primo tratto il bosco si apre e il sentiero entra nella zona detritica, dove la luce cambia completamente e il terreno diventa più irregolare.
Proseguendo verso valle si incontrano i punti panoramici sul deposito della frana, i laghetti stagionali e alcune aree in cui il tracciato corre vicino alla strada asfaltata. Nella parte finale il percorso diventa più tranquillo, passa accanto al torrente e arriva ad Al Capriolo. Non bisogna seguire la strada a piedi per tutta la valle: il sentiero è più piacevole e, in diversi punti, più sicuro.
Da dove partire e come usare le navette nel 2026
Per una giornata organizzata senza complicazioni, la soluzione che preferisco è lasciare l’auto ad Al Capriolo, prendere la navetta fino al Lago di Tovel e poi percorrere il sentiero in discesa. In questo modo si evita di dover rispettare un orario preciso per il rientro e si conclude la camminata direttamente vicino all’auto.
Nel 2026 il Parco Naturale Adamello Brenta è tornato a gestire i parcheggi e i servizi di mobilità della Val di Tovel. Le navette interne che collegano Al Capriolo e il lago risultano gratuite e, secondo le informazioni operative del Parco, non richiedono prenotazione. Nei periodi di maggiore affluenza, però, possono esserci attese e accessi regolati dal personale.
Per la stagione 2026 sono previste finestre di gestione nei periodi estivi e autunnali, con servizio quotidiano fino al 20 settembre e nei fine settimana dal 26 settembre al 1° novembre. Date, disponibilità dei parcheggi e modalità di accesso possono cambiare per meteo o organizzazione stagionale, quindi conviene controllare le indicazioni del Parco la mattina della partenza.
- In auto si raggiunge Tuenno e si imbocca la strada della Val di Tovel.
- Ad Al Capriolo si può lasciare il veicolo quando il parcheggio è disponibile.
- In navetta si sale al parcheggio del lago e si inizia l’escursione dall’alto.
- Da Cles o Tuenno può essere disponibile il servizio Val di Tovel Express, con tariffe e orari da verificare prima della partenza.
Un errore frequente consiste nel presentarsi in alta stagione senza aver verificato la viabilità. La strada può essere soggetta a limitazioni, i posti auto sono limitati e il segnale telefonico non è sempre affidabile. Meglio arrivare presto, avere un piano alternativo e non contare sull’ultimo parcheggio libero.
Quando andare e che cosa mettere nello zaino
Il periodo più suggestivo dipende da ciò che si vuole osservare. In primavera, dopo il disgelo, le conche della pietraia possono ospitare i laghetti effimeri; in estate la valle è più accessibile, ma il tratto scoperto delle Glare diventa caldo; in autunno il bosco offre colori splendidi e temperature generalmente più gradevoli.
La zona rocciosa non va sottovalutata nelle ore centrali. Il sole si riflette sui detriti chiari, l’ombra è scarsa e non ci sono fontane affidabili lungo il tratto più esposto. Per una persona adulta suggerisco almeno 1,5 litri d’acqua, aumentando la quantità nelle giornate calde o se si cammina con bambini.
- Scarpe da trekking con suola scolpita, non semplici sneakers lisce.
- Cappello, crema solare e occhiali da sole per il tratto scoperto.
- Bastoncini telescopici, utili soprattutto in discesa sulla ghiaia.
- Una giacca leggera, perché nel bosco e vicino al torrente la temperatura cambia rapidamente.
- Mappa offline o traccia del percorso, soprattutto se si intendono aggiungere varianti.
- Pranzo al sacco e un piccolo kit di primo soccorso.
Il fondo sassoso è il punto in cui l’attrezzatura fa davvero la differenza. Non servono scarponi pesanti da alta montagna, ma una calzatura stabile riduce il rischio di scivolare e rende più sicuro l’attraversamento della pietraia.
È adatto a famiglie, principianti e cani
La classificazione generale è facile, perché non ci sono passaggi alpinistici o attrezzati. Questo non significa però che il percorso sia adatto a passeggini o a chiunque senza preparazione: sassi mobili, brevi tratti ripidi, attraversamenti e vicinanza alla strada richiedono attenzione.
Con bambini abituati a camminare in montagna il tragitto è fattibile, soprattutto procedendo dal lago verso Al Capriolo. Per i più piccoli sceglierei un tratto breve con ritorno in navetta, invece di imporre l’intera distanza. La pietraia può essere affascinante, ma non è il luogo giusto per correre o arrampicarsi sui massi.
Anche i cani possono accompagnare l’escursione se tenuti al guinzaglio e sotto controllo. Sulle navette del Parco, nelle modalità attualmente indicate, è richiesto anche l’uso della museruola. È una regola da considerare prima di scegliere la soluzione con trasferimento in bus.
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Gli errori da evitare
- Partire senza acqua pensando di trovare una fontana lungo la pietraia.
- Affrontare la salita da Al Capriolo nelle ore più calde.
- Confondere la distanza lineare con quella di un giro completo.
- Camminare sulla carreggiata quando il sentiero è disponibile.
- Abbandonare il tracciato per avvicinarsi ai laghetti o ai versanti instabili.
La frana è un ambiente naturale, non un’area attrezzata. Le rocce possono muoversi dopo piogge intense e il tracciato può subire modifiche stagionali. Se il terreno è bagnato, nevoso o interessato da lavori, seguire le indicazioni locali conta più di qualsiasi descrizione trovata online.
Come trasformare la camminata in una giornata ben riuscita
Il modo più equilibrato per vivere questo itinerario è combinarlo con il giro del Lago di Tovel, senza cercare di aggiungere troppe deviazioni. La mattina si può salire con la navetta, visitare il lago con calma e poi scendere attraverso la pietraia, quando il sole è meno verticale.
Chi desidera una giornata più breve può percorrere solo il tratto tra Al Capriolo e i laghetti effimeri, mentre gli escursionisti allenati possono inserire il sentiero in un programma più ampio nella Val di Tovel. In ogni caso, il paesaggio delle Glare rende la camminata interessante anche senza grandi dislivelli o mete d’alta quota.
La mia raccomandazione finale è semplice: controlla accesso e navette, porta più acqua del minimo necessario e scegli il verso in discesa se vuoi goderti il paesaggio senza trasformare una passeggiata piacevole in una prova di resistenza. È proprio questa combinazione di logistica facile, geologia e ambienti diversi a rendere il percorso una delle escursioni più originali della Val di Non.