Quando la strada della Val Daone termina davanti al lago di Malga Bissina, il paesaggio cambia ritmo: l’acqua, il fiume Chiese e le montagne dell’Adamello accompagnano ogni passo. Il trekking in Val di Fumo è una scelta eccellente per chi cerca un’escursione panoramica, accessibile e ben organizzabile, ma anche per chi vuole proseguire verso ambienti più selvaggi. Qui trovi percorso, tempi, varianti, parcheggi, costi 2026 e consigli pratici.
I dati essenziali per organizzare l’escursione
- Partenza: parcheggio di Malga Bissina, presso la diga, a circa 1.800 metri.
- Itinerario classico: sentiero SAT 240 fino al Rifugio Val di Fumo.
- Tempo: circa 1 ora e 30 minuti o 1 ora e 45 minuti per la salita.
- Impegno: difficoltà tecnica contenuta, ma servono scarpe da trekking e un minimo di allenamento.
- Parcheggio 2026: da 8 a 12 euro per un’auto, secondo giorno e modalità di acquisto.
Perché la Val di Fumo è un’escursione da ricordare
La valle è la prosecuzione superiore della Val Daone e presenta il profilo tipico di una grande valle glaciale. Il fondovalle è ampio, attraversato dal fiume Chiese e circondato da pascoli, larici, rododendri e pareti di tonalite. Non servono salite estreme per godersi il panorama, ed è proprio questo il suo punto di forza.
Io la considero una delle escursioni più riuscite del Trentino occidentale per chi vuole avvicinarsi alla montagna d’alta quota senza affrontare subito un percorso tecnico. La camminata richiede comunque attenzione, soprattutto perché si parte già da quasi 1.800 metri e il meteo può cambiare rapidamente.
Il Rifugio Val di Fumo, posto a circa 1.900 metri, è la meta naturale della prima escursione. Da qui lo sguardo si apre verso il Carè Alto e verso la parte più alta della valle, dove il paesaggio diventa progressivamente più roccioso e impegnativo.

Il percorso classico dal lago di Malga Bissina al rifugio
Il punto di partenza è il parcheggio di Malga Bissina, vicino alla diga. Da qui si seguono le indicazioni per il sentiero SAT 240. Il primo tratto costeggia il lago e si sviluppa su una strada sterrata comoda, con pendenza ridotta e belle vedute sull’acqua e sulle montagne circostanti.
Dopo aver superato la zona di Malga Breguzzo, il tracciato lascia gradualmente la strada più agevole. Si può proseguire lungo uno dei sentieri che seguono le due rive del Chiese, alternando brevi salite, tratti pianeggianti e passaggi su terreno più irregolare.
Il rifugio diventa visibile prima dell’arrivo, ma l’ultimo tratto presenta una salita più marcata. Non è difficile, però dopo il lungo avvicinamento può farsi sentire. Per la salita considero realistico un tempo compreso tra 1 ora e 30 minuti e 1 ora e 45 minuti, senza contare le soste.
| Elemento | Indicazione pratica |
|---|---|
| Sentiero | SAT 240 |
| Partenza | Parcheggio di Malga Bissina |
| Arrivo | Rifugio Val di Fumo |
| Tempo di salita | Circa 1 ora e 30 minuti o 1 ora e 45 minuti |
| Tempo complessivo A/R | Circa 3-4 ore, in base al passo e alle soste |
| Terreno | Strada sterrata, sentiero alpino e brevi tratti sassosi |
Per il ritorno si può ripercorrere la stessa via oppure valutare il ramo opposto del fondovalle, quando il collegamento è aperto e le condizioni lo consentono. Io preferisco decidere sul posto, dopo aver verificato lo stato dei ponti e del terreno: dopo piogge intense anche una variante semplice può diventare scivolosa.
Quale variante scegliere dopo il Rifugio Val di Fumo
Arrivare al rifugio è solo il modo più semplice per conoscere la valle. Chi ha ancora tempo ed energie può continuare verso la Casèra delle Levade e la Conca delle Levade, seguendo il sentiero 240. Il paesaggio diventa più aperto e selvaggio, con pascoli, massi levigati dai ghiacci e panorami sempre più ampi.
Dal rifugio alla Conca delle Levade servono indicativamente 2-2,5 ore di cammino, con ulteriori saliscendi. Per un’escursione in giornata dal parcheggio si tratta quindi di un impegno di circa 7-8 ore complessive. Non la aggiungerei all’itinerario classico se si parte tardi o se il meteo è incerto.
| Meta | Impegno | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Rifugio Val di Fumo | Escursione breve e panoramica | Famiglie abituate a camminare, principianti allenati |
| Conca delle Levade | Giornata lunga, con più dislivello e terreno irregolare | Escursionisti con buona resistenza |
| Rifugio Carè Alto | Traversata di alta montagna, con passi oltre i 2.700 metri | Escursionisti esperti e ben equipaggiati |
| Rifugio Maria e Franco | Percorso lungo e impegnativo | Chi conosce sentieri alpini e sa leggere le condizioni |
Le traversate verso Carè Alto, Maria e Franco o altri rifugi non sono semplici prolungamenti della passeggiata. Richiedono più ore, orientamento e una valutazione seria del meteo. Il collegamento verso il Rifugio Ai Caduti dell’Adamello, in particolare, comprende un percorso alpinistico su ghiacciaio e non va affrontato senza esperienza e attrezzatura specifica.
Come arrivare e organizzarsi nel 2026
Si raggiunge la zona passando da Praso e risalendo la Val Daone fino al Lago di Malga Bissina. Dal fondovalle il percorso stradale è lungo, quindi consiglio di partire presto e di non programmare l’escursione come attività improvvisata nel pomeriggio.
Nel 2026 il parcheggio di Malga Bissina è gestito in diversi periodi tra la fine di maggio e l’inizio di ottobre. Le tariffe pubblicate indicano 8 euro online o 10 euro sul posto nei feriali, mentre nei festivi e nel periodo dall’8 al 23 agosto salgono a 10 euro online o 12 euro sul posto. Per un giorno aggiuntivo sono previsti 5 euro.
Nei periodi di maggiore affluenza conviene acquistare il posto in anticipo. Se l’area principale è piena, l’accesso può essere regolato e vengono attivate navette gratuite dai parcheggi a valle. Non farei affidamento sull’ultimo minuto, soprattutto nei fine settimana estivi.
Il Rifugio Val di Fumo è indicato come aperto, per la stagione 2026, dal 3 giugno al 20 settembre. Prima di partire controllerei comunque apertura, disponibilità dei posti e condizioni del sentiero, perché in quota neve, piogge e lavori possono modificare l’accessibilità.
Un dettaglio spesso trascurato riguarda il telefono. Nella parte alta della Val Daone e in tutta la Val di Fumo il segnale non è garantito. Scarica quindi la mappa offline, comunica a qualcuno il programma e porta con te una batteria esterna.
Equipaggiamento, meteo e sicurezza in quota
Per il tratto fino al rifugio non serve attrezzatura alpinistica, ma le scarpe da trekking sono molto più adatte delle normali sneakers. Il terreno può essere bagnato, sassoso o fangoso, soprattutto vicino al fiume. I bastoncini aiutano nei saliscendi e rendono più sicura la discesa.
- Scarpe con suola scolpita e buona stabilità.
- Giacca impermeabile, anche nelle giornate che iniziano con il sole.
- Almeno 1,5 litri d’acqua a persona, oltre a uno spuntino.
- Strato caldo per le soste, perché a 1.900 metri la temperatura cambia rapidamente.
- Mappa offline, telefono carico e lampada frontale se il rientro può avvenire tardi.
La difficoltà tecnica è contenuta, ma non definirei l’itinerario adatto a chiunque. Il percorso completo non è indicato per passeggini e può risultare faticoso per bambini piccoli, soprattutto per la lunghezza e i tratti irregolari dopo Malga Breguzzo.
Il momento migliore, secondo me, è la mattina presto. Si cammina con più calma, si trovano meno auto al parcheggio e si riduce il rischio di rientrare durante i temporali pomeridiani. In caso di tuoni, pioggia intensa o scarsa visibilità, la scelta corretta è fermarsi al rifugio o tornare indietro, senza forzare la parte alta della valle.
La Val di Fumo dà il meglio quando lasci spazio al tempo
Per una prima esperienza sceglierei il percorso dal Lago di Malga Bissina al Rifugio Val di Fumo, mettendo in conto mezza giornata tranquilla e qualche sosta lungo il Chiese. È un itinerario abbastanza semplice da essere godibile anche senza grande esperienza, ma abbastanza ricco di paesaggi da non sembrare una passeggiata qualunque.
Se invece vuoi raggiungere la Conca delle Levade o affrontare una traversata, organizza una giornata intera, controlla il meteo e parti con un margine ampio. La vera qualità di questa valle non sta nel camminare più velocemente, ma nel poter alternare lago, pascoli, acqua e montagne severe senza dover rincorrere l’orologio.