Val di Non: Laghetti di Ruffrè - La passeggiata che sorprende

28 maggio 2026

Una piacevole passeggiata dria al fos, con un ponte di legno che attraversa il lago e un villaggio sullo sfondo.

Indice

Questa camminata in Val di Non funziona perché mette insieme tre cose che raramente convivono bene nello stesso itinerario: un dislivello contenuto, un bosco piacevole e un arrivo che dà davvero soddisfazione. In questo articolo trovi i dati pratici, il tipo di terreno, il periodo migliore e i dettagli utili per capire se il percorso fa per te, da solo o con la famiglia.

I dati utili da avere prima di partire

  • Distanza: circa 6,5 km
  • Tempo medio: circa 2 ore a passo tranquillo
  • Dislivello: intorno ai 90 m, quindi gestibile per molti escursionisti
  • Partenza: area alta di Cavareno, in direzione dei laghetti di Ruffrè
  • Tipo di percorso: facile, ma comunque boschivo e non urbano
  • Arrivo: laghetti di Ruffrè, con punti di sosta e area picnic nelle vicinanze

Perché questo itinerario piace così tanto

Io lo leggo come un classico esempio di escursione ben calibrata: non chiede allenamento specifico, ma non è nemmeno una semplice passeggiata in paese. Il tratto iniziale segue un antico lez, cioè un canale irriguo storico, e questo dà subito un senso al cammino: non stai solo andando da un punto all’altro, stai attraversando una parte di valle costruita nel tempo per vivere meglio l’acqua, il bosco e i pascoli.

Secondo la scheda di APT Val di Non, il percorso è classificato facile, si sviluppa per 6,5 km e richiede circa 2 ore; i 90 metri di salita complessiva lo rendono adatto anche a chi vuole uscire senza trasformare la giornata in una mezza impresa. La cosa che fa davvero la differenza, però, è il contesto: un bosco fresco d’estate, una meta chiara e un ritmo di cammino molto naturale. Chiarito questo profilo, passo a spiegare come si sviluppa davvero sul terreno.

Strada sterrata serpeggiante, fiancheggiata da una parete rocciosa a sinistra e da una staccionata in legno e alberi a destra. Ideale per una passeggiata dria al fos.

Come si sviluppa il percorso da Cavareno ai laghetti

La partenza più comoda è nella parte alta di Cavareno, vicino alla zona picnic tra via Italia e via Larsetti. Il primo tratto è quello che richiede un minimo di attenzione: c’è una breve salita iniziale, poi il sentiero prende il suo andamento più classico e si fa quasi pianeggiante, entrando nel bosco. Qui il fondo cambia rispetto al centro abitato, quindi io consiglio di non partire con scarpe troppo lisce o con l’idea di trovare un percorso “da marciapiede”.

Più avanti il tracciato resta semplice da seguire, ma in alcuni punti si stringe vicino al versante e la presenza di staccionate aiuta a mantenere la camminata piacevole e sicura. È proprio questo equilibrio a renderlo interessante: non è una traccia tecnica, ma resta un sentiero vero, con il suo carattere. Quando si esce dal tratto più fitto, il passaggio verso i laghetti di Ruffrè arriva come una chiusura naturale, non forzata. Ed è qui che diventa utile capire cosa portare con sé, così da godersi il percorso senza imprevisti.

Cosa mettere nello zaino per farlo bene

Per questo itinerario non serve attrezzatura pesante, ma serve un minimo di buon senso. Io porterei sempre acqua, una giacca leggera e scarpe con suola scolpita; il resto dipende molto dalla stagione e dal tuo ritmo. Se vuoi fermarti ai laghetti o fare una piccola pausa sul prato, conviene avere con sé anche qualcosa da mangiare, perché il percorso invita più alla sosta che alla fretta.
  • Scarpe da trekking leggere o da cammino: meglio se con grip buono, soprattutto dopo pioggia o in autunno.
  • Acqua: almeno 0,5-1 litro a persona; in estate o con bambini io starei più vicino a 1-1,5 litri.
  • Strato antivento o impermeabile: utile perché il bosco protegge dal sole, ma non sempre dal fresco improvviso.
  • Spuntino: comodo se vuoi restare ai laghetti senza rientrare subito.
  • Ramponcini leggeri: non indispensabili sempre, ma sensati se c’è ghiaccio o neve battuta.

Con i bambini il percorso è generalmente fattibile, ma io non lo venderei come una camminata “banale”: va bene per una famiglia abituata a muoversi un po’, meno bene se si cerca un tragitto completamente liscio e senza fondo naturale. Da qui vale la pena guardare a quando andarci, perché la stessa passeggiata cambia parecchio tra una stagione e l’altra.

Quando andare e cosa aspettarsi nelle diverse stagioni

La parte migliore di questo itinerario, per me, è che non è legato a una sola stagione. In estate il bosco lo rende piacevole anche nelle ore più calde, perché l’ombra aiuta davvero e il cammino resta fresco; in autunno il colore degli alberi aggiunge molto al paesaggio, senza appesantire la difficoltà. La lettura più corretta, però, è questa: il percorso è semplice, ma non perde mai la sua natura di sentiero, quindi con pioggia, foglie bagnate o ghiaccio va preso con un po’ più di cautela.

Nel periodo invernale le cose diventano più variabili. Se il fondo è innevato in modo leggero, può bastare un equipaggiamento normale da camminata; se invece c’è neve fresca o ghiaccio, i ramponcini o persino le ciaspole possono diventare utili. La scheda di Visit Trentino lo presenta come un itinerario adatto in più momenti dell’anno, ma questa flessibilità funziona solo se accetti di adattare l’uscita al meteo reale e non all’idea ideale che hai in testa. E proprio il meteo rende ancora più interessante ciò che si incontra lungo il percorso.

Cosa trovi lungo il cammino e dove vale fermarsi

Il primo elemento da osservare è il paesaggio stesso: pini, faggi, tratti di sottobosco e grandi cuscini di erica danno al cammino un volto molto tipico della zona. Non è un percorso spettacolare nel senso teatrale del termine, ma ha una sua eleganza sobria, quella che spesso si apprezza di più quando si cammina senza fretta. Per questo io lo considero una buona uscita per chi vuole leggere il territorio, non solo attraversarlo.

L’arrivo ai laghetti di Ruffrè è il punto in cui la camminata cambia tono. Qui ha senso fermarsi un po’, magari per un pranzo semplice o una pausa lunga. Nelle vicinanze trovi un piccolo ristoro, il Bait del Pizgagn, l’agritur Mas da la Val e anche un’area verde con parco giochi, dettaglio utile se ci sono bambini. C’è poi un aspetto più curioso che merita attenzione: lungo il sentiero si incontra anche la Grotta del Colera, o Sàs del Coen, una traccia di memoria locale che aggiunge spessore alla passeggiata senza trasformarla in un percorso museale. Per me è proprio questo il valore aggiunto del Dria al Fos: non solo arrivi a una meta gradevole, ma passi in mezzo a un paesaggio che racconta qualcosa.

Come trasformarla in una mezza giornata in Val di Non

Se hai poco tempo, questo itinerario è perfetto come uscita principale della giornata: cammini circa due ore, ti fermi ai laghetti e rientri senza avere la sensazione di aver corso. Se invece vuoi allungare l’esperienza, puoi combinarlo con una sosta in centro a Cavareno oppure scegliere una variante più ampia. La più logica è l’anello che passa dalla valle del Linòr: secondo la scheda locale, porta la camminata a circa 10,1 km e 3 ore e mezza, restando comunque su un livello facile.
Opzione Durata Per chi la consiglio
Sentiero Dria al Fos fino ai laghetti Circa 2 ore Chi vuole una camminata breve, semplice e panoramica
Anello da Cavareno via valle del Linòr Circa 3 ore e 30 minuti Chi cerca un’uscita più completa, ma senza salire troppo di difficoltà

Se cerchi una camminata che unisca bosco, storia locale e un arrivo davvero piacevole, questa resta una scelta molto solida. Io la consiglierei soprattutto a chi vuole vivere la Val di Non con un ritmo lento e concreto: qui non vince la difficoltà, ma l’equilibrio tra semplicità, paesaggio e qualità della sosta finale.

Domande frequenti

Il percorso è lungo circa 6,5 km e richiede circa 2 ore a passo tranquillo. Il dislivello è contenuto, circa 90 metri, rendendolo adatto a molti escursionisti.

Sì, è generalmente fattibile per famiglie abituate a camminare. Non è una passeggiata "banale" su fondo liscio, ma un sentiero vero e proprio, quindi richiede scarpe adeguate e un minimo di attenzione.

L'itinerario è piacevole in diverse stagioni. In estate il bosco offre fresco, in autunno i colori sono spettacolari. In inverno, con neve o ghiaccio, potrebbero essere utili ramponcini o ciaspole.

Ai Laghetti di Ruffrè trovi punti di sosta, aree picnic, un ristoro (Bait del Pizgagn), l'agritur Mas da la Val e un parco giochi. È il luogo ideale per una pausa o un pranzo al sacco.

Non serve attrezzatura pesante, ma si consigliano scarpe da trekking leggere con buon grip, acqua a sufficienza, uno strato antivento/impermeabile e uno spuntino. In inverno, valuta ramponcini o ciaspole.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

passeggiata dria al fos sentiero cavareno laghetti ruffrè passeggiata facile val di non escursione dria al fos sentiero bosco val di non

Condividi post

Nunzia Greco

Nunzia Greco

Mi chiamo Nunzia Greco e ho sette anni di esperienza nel mondo del trekking e nella scoperta dei laghi e dei borghi del Trentino. La mia passione per la natura e per le tradizioni locali mi ha portato a esplorare ogni angolo di questa meravigliosa regione, e mi piace condividere le mie scoperte con gli altri. Scrivo di percorsi di trekking, itinerari suggestivi e luoghi nascosti che raccontano storie affascinanti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e facilmente comprensibili. Controllo sempre le fonti e confronto le informazioni per garantire che i miei lettori possano fidarsi dei contenuti che presento. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le ultime tendenze nel settore del trekking, per aiutare chi desidera avventurarsi nel Trentino a vivere esperienze indimenticabili.

Scrivi un commento