I laghetti di Ruffrè sono una sosta semplice ma ben riuscita in Alta Val di Non: due piccoli specchi d’acqua tra masi, prati e bosco, pensati più per camminare con calma che per fare grandi chilometri. In queste righe trovi cosa vedere davvero, quali sentieri portano fin lì, dove parcheggiare o arrivare con i mezzi e quando conviene andarci per godersi il posto senza fretta.
Una sosta breve, un contesto verde e tre modi concreti per viverli
- Si trovano nella località Val, nel comune di Ruffrè, in Alta Val di Non.
- Uno dei due specchi d’acqua è un’area protetta, l’altro è stato valorizzato per la sosta e il tempo libero.
- La base più comoda per arrivare è Cavareno, con percorsi facili e ben segnalati.
- Se hai poco tempo, il tracciato più corto richiede circa 2 ore; se vuoi un giro più ampio, considera una mezza giornata.
- Funzionano bene per picnic, famiglie e pause panoramiche, non come “grande lago” da lungolago classico.
Dove si trovano davvero e perché sono particolari
Questi laghetti stanno nella località Val, nel territorio di Ruffrè, a cavallo tra i prati dei masi e il versante boscato che sale verso il Passo della Mendola. La cosa più interessante, secondo me, è che non hanno una funzione unica: uno è tutelato come area naturale, l’altro è stato valorizzato come spazio di sosta e di svago, quindi l’esperienza è più articolata di quanto faccia pensare il nome.
Questo significa che non vai lì per cercare una passeggiata lacustre lunga o un lungolago attrezzato. Vai per trovare un ambiente piccolo, quieto, molto verde, dove il paesaggio conta più delle dimensioni dell’acqua.
La lettura giusta del posto è questa: non un grande lago da cartolina, ma una meta breve che si inserisce bene in un itinerario di valle. E proprio per questo conviene capire come arrivarci in modo intelligente, senza scegliere un percorso troppo lungo per quello che vuoi fare.

Come arrivarci senza complicarti la giornata
Se arrivi in auto, io trovo più comodo lasciare il mezzo a Cavareno: c’è un parcheggio gratuito al centro sportivo e un altro vicino al caseificio, mentre per partire più vicino al bosco puoi salire verso l’area picnic in alto rispetto al paese. Chi viaggia senza auto può usare la linea 630, che collega Cles e il Passo della Mendola con fermate utili in zona. Visit Trentino indica proprio Cavareno come base pratica per i percorsi che portano ai laghetti.Da lì il terreno cambia poco alla volta: prima il paese, poi il margine del bosco, infine il tratto più piacevole verso l’acqua. Se vuoi evitare sorprese, il dettaglio che fa la differenza è semplice: partire con scarponcini leggeri o scarpe da trekking, non con calzature cittadine.
Quale sentiero scegliere in base al tempo che hai
Qui la scelta vera non è “andare o non andare”, ma quanto camminare prima di arrivare. I due itinerari più utili hanno profili molto diversi e, per esperienza, vale la pena selezionarli in base al ritmo della giornata.
| Percorso | Dati essenziali | Quando lo sceglierei |
|---|---|---|
| Il Lez “Dria al Foss” da Cavareno ai laghi di Ruffrè | 6,5 km, 2 ore, +90 m, difficoltà facile. Segue un antico canale irriguo, è quasi lineare e in alcuni punti si stringe contro la roccia, ma resta protetto da una palizzata stabile. | Se vuoi una passeggiata corta, adatta a quasi tutti, con ritorno semplice sullo stesso tracciato. |
| Anello dal centro di Cavareno ai Laghetti dei Masi di Ruffrè passando per la valle del Linòr | 10,1 km, 3 ore e 30 minuti, +250 m, difficoltà facile. Il sentiero è ampio, ben segnalato e in ottime condizioni nel bosco. | Se vuoi trasformare la sosta in mezza giornata e rientrare con un giro completo. |
Io sceglierei il primo se viaggio con bambini o ho poco tempo; il secondo funziona meglio se l’obiettivo è fare una vera camminata, non solo raggiungere l’acqua. In entrambi i casi, il tratto finale premia più della fatica richiesta: è questo che rende la destinazione così facile da consigliare.
Cosa trovi sul posto e perché vale la sosta
Qui il valore non sta nel “fare tanto”, ma nel fermarsi bene. L’APT Val di Non segnala un piccolo ristoro, il Bait del Pizgagn, l’agritur Mas da la Val e un grande prato con parco giochi: è il classico contesto in cui una sosta breve si trasforma facilmente in pranzo al sacco o merenda lunga. Io lo vedo come uno dei luoghi più semplici della zona per fare pace con il ritmo lento della valle.
Se viaggi con bambini, il mix funziona perché l’ambiente è raccolto e leggibile: si cammina poco, si arriva presto all’acqua e si hanno spazi aperti in cui i piccoli non si sentono “stretti” dentro un percorso tecnico. Se invece cerchi silenzio assoluto, meglio puntare alle prime ore del mattino o a giornate meno frequentate.
Qui la regola pratica è una sola: rispettare il carattere del posto. Uno dei due laghetti è area protetta, quindi io eviterei di trattarlo come una semplice area picnic qualsiasi; meglio restare sui percorsi e usare il prato con buon senso.
Quando andarci per trovarli al meglio
Il periodo più piacevole, per come la vedo io, va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno: prati più verdi, bosco in ombra e temperature più tollerabili rispetto alle quote più alte. In estate il vantaggio maggiore è proprio la copertura del bosco, che rende gradevole anche un percorso corto nelle ore centrali.
- Primavera per chi vuole colori freschi e meno affluenza, con il limite che alcuni tratti possono essere più umidi.
- Estate per famiglie e picnic, soprattutto se parti presto o nel tardo pomeriggio.
- Autunno per i contrasti di luce nel bosco e un’atmosfera più quieta.
- Inverno solo se sei abituato a camminare su fondo freddo o scivoloso e hai verificato bene il meteo del giorno.
Il punto non è “quando aprono” - qui non stiamo parlando di un’attrazione a orari - ma quando il terreno, la luce e il traffico escursionistico lavorano a tuo favore. Se vuoi una visita più rilassata, il margine migliore lo hai nei giorni feriali e al mattino.
Il modo migliore per viverli senza aspettative sbagliate
Se vuoi fermarti ai laghetti di Ruffrè, il mio consiglio è di non considerarli una meta isolata: abbinali a Cavareno, al Passo della Mendola o a una camminata verso il Roèn, così il tragitto acquista davvero senso.
- Per una mezza giornata: partenza da Cavareno, sosta ai laghetti e rientro ad anello.
- Per un giro più lungo: aggiungi il crinale verso il Passo della Mendola.
- Per una pausa corta: scegli il percorso da 2 ore e tieni il pranzo al sacco nel prato.
In pratica, il posto rende quando lo tratti come una parentesi ben costruita: pochi chilometri, buoni sentieri, un contesto naturale ordinato e una sosta che lascia spazio al resto della Val di Non. Se cerchi proprio questo equilibrio, qui lo trovi senza forzature.