In questa escursione contano più la logistica e il ritmo che la tecnica
- Il tracciato più comune tocca Malga Tognola, Malga Valcigolera e Malga Ces, con un taglio molto panoramico.
- Con la cabinovia Tognola il percorso scende a circa 12-12,5 km e 4 ore e 50 minuti, con poca salita ma parecchia discesa.
- Fatta in senso inverso dal paese, diventa una giornata vera: il dislivello sale a circa 900 metri.
- Nel 2026 la cabinovia Tognola risulta operativa in estate con orari diurni e ultima corsa nel tardo pomeriggio, quindi il rientro va pianificato.
- Il tratto tra Valcigolera e Ces è quello da non sottovalutare: il più bello, ma anche il più ripido in alcuni punti.

Come si sviluppa l’anello tra Tognola, Valcigolera e Ces
Se devo descriverlo in modo semplice, questo giro funziona così: si sale in quota con la cabinovia Tognola, si percorre la parte alta tra la Malghetta Tognola e Malga Valcigolera e poi si chiude verso Malga Ces, rientrando in basso tra bosco e strade forestali. Le tracce pubblicate online sono molto coerenti tra loro: parlano di circa 12-12,5 km, di un dislivello positivo contenuto, intorno ai 140-200 metri se sfrutti l’impianto, e di una discesa che può arrivare a 850-870 metri.
La parte più interessante non è solo numerica. Io la trovo riuscita perché alterna tre ambienti ben distinti: l’altopiano aperto e panoramico in alto, il traverso in quota dentro il bosco, e infine il rientro più morbido verso il fondovalle. È proprio questa progressione a dare carattere all’itinerario, più che il singolo punto panoramico.
Se vuoi un riferimento pratico, considera che il tempo reale si aggira attorno alle 4 ore e 30 minuti, con punte vicine alle 5 ore se ci si ferma a mangiare o a fotografare con calma. Il tratto che richiede più attenzione è quello tra Valcigolera e Ces: non è tecnico, ma ha pendenze più marcate rispetto al resto del percorso.
Quale variante conviene davvero
La scelta giusta dipende da quanto vuoi camminare e da quanta energia vuoi spendere nella salita. Io la leggo così: se vuoi goderti le malghe senza arrivare scarico già a metà mattina, la variante con salita in impianto è la più sensata; se invece cerchi una giornata più sportiva e vuoi partire dal paese, l’anello completo ha un altro peso.| Variante | Dati indicativi | Per chi funziona meglio |
|---|---|---|
| Con cabinovia Tognola e rientro a piedi | Circa 12-12,5 km, +140/+200 m, -850/-870 m, 4h30-5h | Chi vuole un’escursione panoramica, senza una salita lunga |
| Anello completo dal paese | Dislivello in salita intorno ai 900 m | Escursionisti allenati, abituati a stare molte ore sul sentiero |
| Solo un tratto tra Malga Ces e Valcigolera | 1-2 ore a tratta, a seconda del senso di marcia | Chi ha poco tempo o vuole fermarsi in una sola malga |
La versione “facile” non è una passeggiata piatta: resta pur sempre montagna, solo con un dislivello più intelligente. La versione completa, invece, va considerata una vera escursione di giornata, non un semplice giro post-pranzo. Questa distinzione evita molte delusioni, soprattutto a chi legge “anello delle malghe” e pensa a un percorso breve per tutti.
Quando andarci e cosa aspettarsi lungo il cammino
Il periodo migliore, per come la vedo io, è tra fine giugno e settembre, con una buona finestra anche inizio autunno se il meteo è stabile. In quota il percorso rende molto per la qualità dei panorami, ma il tempo cambia in fretta: partire presto resta la scelta più prudente, perché nel pomeriggio le nubi e i temporali sono più facili da incontrare.
Dal punto di vista del terreno, ti devi aspettare sentieri larghi, strade forestali e tratti in bosco piuttosto comodi da seguire. Non c’è bisogno di esperienza alpinistica, ma servono scarponcini seri, acqua e un minimo di attenzione nei tratti più pendenti. Io lo consiglierei a chi cammina con regolarità, mentre per famiglie con bambini piccoli lo vedo meglio in versione ridotta o spezzata in una sola tappa.Un altro dettaglio utile: il bosco qui è un vantaggio vero, non un semplice passaggio di collegamento. Quando il sole picchia, il tratto ombreggiato fa respirare la gita e abbassa molto la percezione della fatica. È uno dei motivi per cui questo itinerario funziona bene anche nelle giornate estive più calde.
Dove fermarsi a mangiare senza rovinare il ritmo
Il bello di questo giro non è solo camminare, ma saper scegliere la sosta giusta. Le malghe del percorso non hanno tutte la stessa funzione: alcune sono più comode per una colazione in quota, altre per il pranzo, altre ancora per una merenda finale prima del rientro. Se le usi bene, l’escursione acquista un ritmo molto più piacevole.
Io dividerei così le soste:
- Malga Tognola è la sosta più naturale appena sali con la cabinovia: ottima se vuoi iniziare con calma e goderti subito il panorama dall’alto.
- Malga Valcigolera è la più interessante come punto centrale dell’itinerario, perché ti regala il passaggio panoramico tra le Pale e il Lagorai prima del tratto più boscoso.
- Malga Ces è la fermata più pratica se vuoi chiudere l’escursione con un pranzo o una merenda e poi scendere senza fretta verso San Martino.
Qui non mi fisserei troppo sul “dove si mangia meglio” in astratto: la differenza vera la fanno orari, affluenza e momento della giornata. In alta stagione conviene non arrivare troppo tardi, perché le strutture in quota lavorano bene proprio nelle ore centrali e la cucina non sempre resta aperta fino a sera. Se vuoi fare una sola sosta, io sceglierei Valcigolera; se vuoi una giornata più rilassata, Tognola all’andata e Ces al rientro sono la combinazione più lineare.
Come organizzare tempi, impianti e budget
Qui entra in gioco la parte meno romantica, ma decisiva. Nel 2026 la cabinovia Tognola è il vero moltiplicatore di comodità: il listino indica 21,50 euro per andata e ritorno, 15 euro per la sola andata e 13 euro per la tariffa ridotta della sola andata. È la spesa che cambia davvero il tipo di uscita, perché trasforma una salita lunga in una giornata più panoramica e gestibile.
Gli orari vanno controllati il giorno stesso, ma il quadro attuale parla di aperture diurne con ultima corsa nel tardo pomeriggio. Io non pianificherei mai questo giro con margine stretto: se parti tardi rischi di dover accelerare proprio quando l’escursione meriterebbe lentezza, e se perdi l’ultima corsa ti ritrovi con un rientro ben più pesante del previsto.
Per questo motivo tengo sempre d’occhio tre cose: l’orario di salita, il tempo che voglio dedicare alle soste e la parte finale del rientro. L’errore più comune è pensare che “tanto è un giro delle malghe, si fa tranquillo”. In realtà la versione con impianto è tranquilla solo se rispetti bene la tabella di marcia.
Se invece vuoi una formula più compatta, puoi considerare singole tratte da una malga all’altra, per esempio tra Ces e Valcigolera, così da restare su un’uscita di mezza giornata. È la soluzione che consiglio quando il meteo è incerto o quando vuoi un solo obiettivo concreto senza fare tutto l’anello.
I dettagli che fanno la differenza prima di partire
Ci sono alcuni particolari che, sul campo, pesano più di quanto sembri. Il primo è non confondere questo trekking con il Carosello delle Malghe invernale: il nome fa pensare alla stessa idea di base, ma in inverno si parla di circuito sciistico, non di escursione a piedi. Il secondo è accettare che il tratto più bello spesso coincide anche con quello che ti fa perdere più quota, quindi non va sottovalutato solo perché “è quasi tutto in discesa”.
Il terzo dettaglio riguarda il ritmo personale. Io il giro delle malghe lo consiglierei a chi vuole stare fuori mezza giornata abbondante o una giornata piena, non a chi cerca un passaggio rapido. Se ami i percorsi che mescolano vista aperta, bosco e tavola, qui trovi una combinazione molto ben riuscita; se invece vuoi un sentiero secco, senza soste e con ritorno immediato, meglio orientarsi su un itinerario più corto.
In pratica, questo è uno di quei percorsi che premiano chi parte presto, si ferma nei posti giusti e non pretende di fare più roba possibile. Se lo vivi così, il giro delle malghe a San Martino di Castrozza diventa un’escursione completa, con paesaggio, cammino e una pausa in malga che ha ancora sapore autentico.