Lago delle Buse - Guida completa all'escursione nel Lagorai

5 giugno 2026

Segnavia in legno indica il percorso per il lago delle Buse e il lago delle Stellune, circondato da fiori viola e montagne verdi.

Indice

Il Lago delle Buse è una meta che funziona bene per chi cerca un’escursione alpina breve ma non banale: pascoli alti, ambiente di Lagorai, fioriture estive e un contesto naturalistico protetto. In questo articolo trovi dove si trova, quale sentiero conviene seguire, quanto tempo serve davvero e come prepararti senza portare peso inutile. Io lo considero uno di quei luoghi che rendono meglio quando si arriva con le idee chiare, non con aspettative da passeggiata in fondovalle.

In breve, una gita alpina compatta ma molto completa

  • Si trova nel cuore del Lagorai, sopra la Val Cadino, nel comune di Castello-Molina di Fiemme.
  • La Provincia autonoma di Trento lo classifica come ZSC, cioè Zona Speciale di Conservazione.
  • L’itinerario classico è un anello di 11,5 km, con circa 650 m di dislivello e una durata media di 5 ore.
  • Il percorso è di livello intermedio: conta più il terreno di montagna della sola distanza.
  • Tra fine giugno e i primi giorni di luglio il paesaggio tende a dare il meglio grazie ai rododendri.

Dove si trova e che tipo di luogo è

Il Lago delle Buse si trova nel cuore del Lagorai, sopra la Val Cadino, nel comune di Castello-Molina di Fiemme. La Provincia autonoma di Trento lo descrive come un laghetto subalpino con torbiera, cioè un piccolo ambiente umido in cui l’acqua ristagna e la materia organica si accumula lentamente: un habitat fragile, ma molto ricco di vita. In pratica, non è solo un bel punto panoramico; è un luogo che va letto anche dal lato naturalistico.

Quello che mi colpisce di più è il contrasto tra il paesaggio aperto dei pascoli e il profilo più ruvido della catena porfirica del Lagorai. Il nome, nel dialetto fiemmese, richiama le “buche”: un dettaglio linguistico semplice, ma utile per capire quanto questo posto sia legato al territorio che lo circonda. È anche il motivo per cui qui il rispetto dei sentieri non è un formalismo, ma una parte concreta dell’esperienza. Da qui la domanda pratica diventa inevitabile: come ci si arriva senza sottovalutare il percorso?

Un escursionista ammira il **lago delle buse**, circondato da prati verdi e fiori rosa. Riflessi sulle acque calme e montagne sullo sfondo.

Il sentiero dal Passo Manghen e cosa aspettarsi

Il tracciato più comodo parte dal Passo Manghen, a quota 2.047 metri, e segue una sequenza di sentieri ben riconoscibile: 322, poi 322B, 362 e di nuovo 322 fino al lago. La scheda escursionistica di Visit Trentino lo presenta come un itinerario intermedio di 11,5 km, con circa 5 ore di cammino e 650 metri di salita e discesa. Tradotto senza giri di parole: non è una passeggiata breve, ma neppure una traversata tecnica; richiede passo regolare, attenzione ai bivi e una minima abitudine al terreno alpino.

Io lo leggo così: la meta non è lontanissima, ma la giornata si costruisce davvero sul cammino. Lungo il percorso si passa tra forcelle, tratti pietrosi e ambienti aperti tipici del Lagorai, quindi il ritmo lo fanno il terreno e il respiro, non solo i chilometri. Un dettaglio utile è che, seguendo il giro al contrario, il lago si può raggiungere in circa un’ora di cammino dal Passo Manghen: un dato che aiuta a capire quanto il senso di fatica cambi a seconda della direzione scelta. Per questo conviene ragionare bene su stagione ed equipaggiamento, non solo sulla traccia.

Quando andare per trovarlo nel momento migliore

Il percorso viene proposto come fruibile lungo l’anno, ma in montagna io ragiono in modo più concreto: neve, umidità del terreno e visibilità cambiano tutto. Nella pratica, il periodo più affidabile resta quello tra fine primavera e inizio autunno, con un picco estetico tra fine giugno e i primi giorni di luglio, quando la fioritura dei rododendri tende a dare il meglio nei pascoli alti.

Conta anche l’esperienza che cerchi. Se vuoi colori forti e un colpo d’occhio più spettacolare, punta alle settimane della fioritura. Se preferisci silenzio, aria più ferma e sentieri meno affollati, una giornata limpida di settembre può essere perfetta. In entrambi i casi, partire presto è una scelta intelligente: nel pomeriggio i temporali estivi e l’eventuale traffico sul Passo Manghen possono complicare sia la salita sia il rientro.

Periodo Cosa trovi Quando lo sceglierei io
Fine giugno - inizio luglio Fioritura dei rododendri, paesaggio più scenografico Se vuoi la versione più fotografica del lago
Agosto Giornate lunghe, ma più rischio di caldo e affollamento Se ti serve flessibilità oraria e meteo stabile
Settembre Atmosfera più calma, luce più limpida Se cerchi una gita più tranquilla e meno rumorosa

Scelto il periodo, la vera differenza la fa lo zaino: meglio leggero, ma giusto. E qui conviene essere molto pratici.

Come prepararti senza riempire lo zaino

Per questa gita porto solo ciò che serve davvero. Scarpe da trekking con suola stabile, una giacca impermeabile leggera, acqua a sufficienza e protezione solare sono la base minima; il sole in quota e i tratti aperti fanno sentire la fatica più di quanto molti immaginino. Le indicazioni di percorso raccomandano anche bastoncini, perché aiutano in salita e scaricano le ginocchia in discesa. Su itinerari di montagna così, la prevenzione vale più dell’ottimismo.

Elemento Perché lo considero utile
Scarpe da trekking Danno più aderenza sui tratti ghiaiosi e sui passaggi irregolari.
Giacca antipioggia In quota il tempo cambia in fretta, anche quando a valle sembra stabile.
Bastoncini Aiutano a mantenere ritmo e stabilità, soprattutto in discesa.
Acqua Non conviene contare su rifornimenti improvvisati lungo il percorso.
Crema solare e cappello La quota e l’esposizione rendono il sole più intenso.

Se parti da solo, lascia detto a qualcuno dove vai e a che ora pensi di rientrare. Non è una formalità: su itinerari intermedi con più bivi è una buona abitudine, soprattutto quando il meteo può cambiare durante la stessa uscita. A quel punto resta da capire come rendere la giornata più completa senza allungarla inutilmente.

I dettagli che fanno davvero la differenza sul posto

Qui l’errore più comune è arrivare pensando a un lago alpino qualsiasi e accorgersi solo dopo di essere dentro un ambiente protetto, con torbiera, flora delicata e fauna sensibile. La ZSC esiste proprio per tutelare questo equilibrio, quindi il comportamento giusto è semplice: restare sui tracciati, evitare scorciatoie sul margine umido, non lasciare rifiuti e non trasformare la sosta in un disturbo per l’area.

Se devo dare un consiglio molto concreto, direi questo: non cercare di “consumare” il luogo in fretta. Il Lago delle Buse funziona meglio quando lo si osserva con calma, magari dopo aver percorso con attenzione l’anello dal Passo Manghen e dopo aver riconosciuto i dettagli del paesaggio, dai pascoli ai rododendri, fino ai segni più discreti della torbiera. È una gita che rende molto se la prepari bene e poco se la tratti come una deviazione casuale. Per me è proprio qui che sta il suo valore più interessante.

Domande frequenti

Il Lago delle Buse si trova nel cuore del Lagorai, sopra la Val Cadino, nel comune di Castello-Molina di Fiemme, in Trentino. È un laghetto subalpino con torbiera, classificato come Zona Speciale di Conservazione (ZSC).

L'itinerario classico ad anello dal Passo Manghen è di circa 11,5 km, con 650 m di dislivello e una durata media di 5 ore. È considerato di livello intermedio, richiedendo passo regolare e abitudine al terreno alpino, più che una preparazione tecnica specifica.

Il periodo più consigliato va da fine primavera a inizio autunno. Tra fine giugno e i primi giorni di luglio si può ammirare la spettacolare fioritura dei rododendri. Settembre offre un'atmosfera più calma e una luce limpida, ideale per chi cerca tranquillità.

È fondamentale indossare scarpe da trekking con suola stabile, portare una giacca impermeabile leggera, acqua a sufficienza, protezione solare e un cappello. I bastoncini da trekking sono consigliati per stabilità e per alleggerire le ginocchia, soprattutto in discesa.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

lago delle buse lago delle buse trekking escursione lago delle buse

Condividi post

Nunzia Greco

Nunzia Greco

Mi chiamo Nunzia Greco e ho sette anni di esperienza nel mondo del trekking e nella scoperta dei laghi e dei borghi del Trentino. La mia passione per la natura e per le tradizioni locali mi ha portato a esplorare ogni angolo di questa meravigliosa regione, e mi piace condividere le mie scoperte con gli altri. Scrivo di percorsi di trekking, itinerari suggestivi e luoghi nascosti che raccontano storie affascinanti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e facilmente comprensibili. Controllo sempre le fonti e confronto le informazioni per garantire che i miei lettori possano fidarsi dei contenuti che presento. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le ultime tendenze nel settore del trekking, per aiutare chi desidera avventurarsi nel Trentino a vivere esperienze indimenticabili.

Scrivi un commento