Una camminata verso uno specchio d’acqua alpino può sembrare semplice sulla carta, ma in quota contano sempre partenza, dislivello, meteo e condizioni del sentiero. Il lago delle Malghette, in Val Meledrio tra Val di Sole e Madonna di Campiglio, è una meta raccolta e panoramica, adatta sia a un’escursione tranquilla sia a un itinerario più lungo tra malghe, boschi e cime dolomitiche.
Un lago alpino raggiungibile da più versanti
- Quota: circa 1.880-1.890 metri nel Parco Naturale Adamello Brenta.
- Paesaggio: boschi di conifere, pascoli e vista sulle Dolomiti di Brenta.
- Accessi principali: Malga Zeledria, Campo Carlo Magno, Malga Dimaro e impianti di risalita.
- Difficoltà: da facile a media, secondo il punto di partenza e la variante scelta.
- Periodo migliore: estate e inizio autunno, sempre dopo aver verificato meteo e apertura dei servizi.

Dove si trova e perché merita l’escursione
Il lago si trova in una conca alpina sopra la Val Meledrio, a poca distanza da Campo Carlo Magno e dai principali collegamenti tra Madonna di Campiglio e la Val di Sole. È inserito nel Parco Naturale Adamello Brenta e raggiunge una quota di circa 1.890 metri.
Si tratta di un piccolo lago naturale di sbarramento, alimentato dal torrente Meledrio. Le sue dimensioni contenute sono parte del fascino: in poco spazio si concentrano acqua, larici, abeti, pascoli e il profilo delle montagne. Personalmente lo considero una meta riuscita proprio perché non richiede necessariamente una grande impresa per regalare un panorama completo.
Sulla riva si trova il Rifugio Lago Malghette, riconoscibile per la posizione direttamente affacciata sull’acqua. La terrazza è un punto ideale per una pausa, ma nei periodi più frequentati conviene arrivare presto, soprattutto nei fine settimana di luglio e agosto.
Come arrivare con il percorso più equilibrato
Da Malga Zeledria
Per una prima visita sceglierei il versante di Malga Zeledria, raggiungibile in auto da Campo Carlo Magno, verificando prima la disponibilità del parcheggio e le eventuali limitazioni stagionali. La partenza si trova a circa 1.767 metri e l’itinerario segue strade forestali e sentieri segnalati verso Malga Vigo e il rifugio.
Il percorso è considerato adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare, indicativamente dagli 8 anni. Non è però una passeggiata da passeggino: il fondo può essere irregolare, con radici, pietre e tratti bagnati dopo la pioggia. Il ritorno sullo stesso itinerario rende l’organizzazione semplice e permette di accorciare la giornata se il meteo peggiora.
Da Pradalago con l’impianto
In estate è possibile salire con la cabinovia di Pradalago e proseguire a piedi in leggera discesa. Da oltre 2.000 metri il collegamento richiede in genere circa 45-60 minuti, ma il tempo varia in base al passo, alle soste e alle condizioni del sentiero.
Questa soluzione riduce la salita iniziale, ma non elimina la necessità di camminare in quota. Gli impianti hanno orari e periodi di apertura variabili, quindi non organizzerei l’escursione senza controllare il calendario aggiornato e l’ultima corsa utile per il rientro.
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Dal versante della Val di Sole
Dalla Val di Sole si può partire da Malga Dimaro oppure utilizzare gli impianti verso Malghet Aut e Monte Vigo, quando sono operativi. I percorsi da questo lato offrono una lettura più ampia del paesaggio, ma spesso richiedono più tempo e una migliore gestione del dislivello.
Per chi parte da Folgarida, alcune proposte escursionistiche indicano circa 300 metri di salita, una quota massima intorno ai 2.180 metri e una difficoltà media. Sono dati utili per orientarsi, ma non vanno interpretati come valori universali: ogni variante cambia distanza, esposizione e tempo di percorrenza.
Quanto è impegnativo il trekking
La difficoltà dipende soprattutto dalla partenza. Da Malga Zeledria l’escursione è relativamente accessibile; da Madonna di Campiglio o da un itinerario ad anello tra Pradalago, Monte Vigo e il lago, la giornata diventa più lunga. Un percorso ad anello nella zona può arrivare a circa 9,9 chilometri, con 419 metri di salita, 570 metri di discesa e quasi 4 ore di cammino.
| Partenza o variante | Impegno indicativo | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Malga Zeledria | Facile o medio-facile | Famiglie e camminatori occasionali abituati ai sentieri |
| Pradalago | Medio | Chi vuole limitare la salita e camminare in quota |
| Folgarida o Malga Dimaro | Medio | Escursionisti con buona autonomia e passo regolare |
| Anello con più laghi e dorsali | Medio o impegnativo | Chi ha esperienza, tempo e buone condizioni meteorologiche |
Il dislivello non è l’unico elemento da valutare. A quasi 1.900 metri si cammina più lentamente, il sole è intenso e un temporale può cambiare rapidamente l’esperienza. Io preferisco considerare sempre un margine di almeno 60 minuti rispetto al tempo teorico, soprattutto quando l’itinerario comprende impianti o coincidenze.
Quando andare e cosa aspettarsi nelle diverse stagioni
Il periodo più semplice va da fine giugno a settembre, quando la neve residua è generalmente ridotta e i sentieri principali sono più leggibili. Anche in estate, però, un acquazzone può rendere scivolosi i tratti nel bosco e abbassare rapidamente la temperatura.
Tra settembre e l’inizio dell’autunno il paesaggio cambia colore. I larici diventano dorati e la zona è spesso più silenziosa, ma le giornate sono più brevi e alcuni servizi possono chiudere prima. È una stagione che consiglio a chi cerca fotografia e tranquillità, non a chi vuole contare su tutti gli impianti aperti.
In inverno l’area può essere interessata da neve, sci e itinerari specifici per ciaspole. Non userei automaticamente il sentiero estivo a piedi: occorre verificare innevamento, valanghe, segnaletica e apertura dei rifugi. La presenza del lago non significa che ogni accesso sia sicuro o praticabile durante la stagione fredda.
Cosa portare per una giornata senza imprevisti
Per il percorso servono scarponcini con suola adatta alla montagna, anche se si sceglie l’itinerario più breve. Una borraccia, una giacca impermeabile, occhiali da sole, crema solare e un piccolo zaino coprono le necessità di base; in quota aggiungerei sempre uno strato caldo, perché il vento può essere fastidioso anche in piena estate.
- Calzature da trekking con buona aderenza.
- Acqua sufficiente, senza contare esclusivamente sulle strutture lungo il percorso.
- Abbigliamento a strati e guscio impermeabile.
- Cartina o traccia offline, soprattutto per gli anelli più lunghi.
- Bastoncini utili nei tratti in discesa e sui fondi sconnessi.
Un errore frequente è partire con scarpe leggere perché la destinazione appare vicina. Il tratto finale può essere breve, ma il terreno montano non perdona molto la suola liscia. Anche il cellulare non dovrebbe essere l’unico strumento di orientamento, perché la copertura può variare tra bosco e conche.
Cosa vedere nei dintorni del lago
La visita può limitarsi al lago e al rifugio, ma la zona offre diverse possibilità per costruire una giornata più ricca. Il sentiero lungo la riva permette di osservare il paesaggio da angolazioni diverse e di raggiungere la zona di Malga Piano, mentre i collegamenti verso Malga Vigo e Monte Vigo ampliano il panorama.
Chi ha più allenamento può valutare gli itinerari verso i laghi in quota della zona, tra cui il Lago Alto e altri piccoli specchi d’acqua collegati dai sentieri. Qui il carattere dell’escursione cambia: aumentano dislivello, esposizione e necessità di orientarsi, quindi non li considererei una semplice estensione per famiglie.
Per una giornata con bambini, l’abbinamento con Malga Zeledria è spesso più equilibrato. Gli spazi aperti e le brevi passeggiate nei dintorni permettono di alternare cammino e pausa, evitando di trasformare la gita in una prova di resistenza.
Il modo migliore per vivere questa conca alpina
La meta dà il meglio di sé quando non viene affrontata con il solo obiettivo di arrivare, fotografare e ripartire. Dedicherei almeno 30-45 minuti alla riva, alla pausa presso il rifugio e all’osservazione del paesaggio, lasciando spazio a un rientro senza fretta.
Prima di partire controllerei meteo, condizioni dei sentieri, parcheggi, apertura del rifugio e orari degli impianti. Con queste verifiche, il lago diventa una delle escursioni più piacevoli tra Val di Sole e Dolomiti di Brenta: abbastanza accessibile per una giornata rilassata, ma capace di offrire varianti più lunghe a chi desidera camminare davvero in quota.