Quando si sale verso il Monte Peller, la difficoltà non sta solo nel raggiungere la cima, ma nel scegliere il punto di partenza più adatto e nel valutare bene tempi, dislivello e condizioni del sentiero. In questa guida raccolgo le informazioni pratiche essenziali per organizzare l’escursione, dal percorso da Cles al Rifugio Peller fino all’anello panoramico tra Val Nana, Lago delle Salare e malghe d’alta quota.
La montagna ideale per scoprire il lato più tranquillo delle Dolomiti di Brenta
- Quota della cima: circa 2.319 metri.
- Accesso classico: da Cles, con circa 4 ore a piedi fino al rifugio.
- Salita finale: dal Rifugio Peller alla vetta servono circa 60 minuti.
- Anello più breve: parte dal Lago Durigal e richiede circa 3 ore.
- Difficoltà: escursionistica, con attenzione a meteo, orientamento e terreno bagnato.
Dove si trova e perché merita l’escursione
Il Monte Peller si trova all’estremità settentrionale delle Dolomiti di Brenta, tra la Val di Non e la Val di Sole, sopra Cles. Con i suoi circa 2.319 metri, è una cima particolare: non domina il paesaggio con pareti verticali, ma con ampi pendii erbosi, altopiani e balconi naturali rivolti verso alcune delle montagne più belle del Trentino.
La vista dalla sommità spazia verso il gruppo di Brenta, le Maddalene, l’Adamello e, nelle giornate più limpide, le Dolomiti di Fassa. È proprio questa varietà a renderlo interessante. Personalmente lo considero una meta molto riuscita per chi vuole vivere un ambiente dolomitico autentico senza affrontare subito una ferrata o una salita alpinistica.
La zona appartiene al territorio del Parco Naturale Adamello Brenta e conserva un carattere più silenzioso rispetto alle località dolomitiche maggiormente frequentate. Tra boschi, pascoli, piccoli laghi e valichi erbosi, il percorso offre molto anche a chi decide di non arrivare fino alla cima.

Il percorso da Cles al Rifugio Peller
L’itinerario più classico parte dalla località Bersaglio, sopra Cles, e segue il sentiero SAT 313. La salita al Rifugio Peller richiede mediamente circa 4 ore, con un dislivello importante e una progressione iniziale nel bosco. Il tracciato alterna strada forestale, sentiero e radure, diventando più aperto man mano che si guadagna quota.
Chi arriva in auto può proseguire da Cles lungo la strada di accesso al rifugio. Il percorso comprende circa 14 chilometri asfaltati e 3 chilometri di strada bianca, ma le condizioni possono cambiare dopo piogge, gelate o lavori. Io controllerei sempre l’accessibilità prima della partenza e non darei per scontato di poter arrivare fino al rifugio con qualsiasi automobile.
| Partenza | Tempo indicativo | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Cles, località Bersaglio | Circa 4 ore fino al rifugio | Salita lunga nel bosco e su strada forestale |
| Malé | Circa 3 ore e 30 minuti | Sentieri 308 e 313, con dislivello consistente |
| Lago Durigal | Circa 30-45 minuti fino al rifugio | Accesso breve, adatto a chi vuole partire già in quota |
Dal rifugio alla vetta occorre aggiungere circa un’ora di cammino. La parte finale è molto più breve rispetto alla salita da valle, ma non va confusa con una passeggiata pianeggiante: il terreno può essere sconnesso, la nebbia arriva rapidamente e il vento in cresta cambia la percezione della difficoltà.
La salita alla cima e i punti panoramici più belli
Dalla zona del Rifugio Peller si sale verso la vetta seguendo il tracciato indicato. La cima è un ampio dosso erboso e regala un panorama molto aperto sulla Val di Non e sulle montagne circostanti. In condizioni di buona visibilità, il colpo d’occhio è più interessante della salita stessa, perché permette di leggere la posizione delle valli e dei gruppi montuosi.
Il momento migliore per arrivare in vetta, secondo la mia esperienza, è il mattino. La luce è più nitida, il rischio di temporali pomeridiani è generalmente più basso e si cammina con temperature meno pesanti. In autunno, invece, il bosco sotto il rifugio può offrire colori magnifici, ma le ore di luce sono più brevi e il sentiero può essere umido o ghiacciato.
Non considererei questa cima una meta adatta a chi cerca una salita completamente priva di impegno. Servono buon allenamento, scarponi con suola scolpita e capacità di orientarsi. In presenza di neve residua, ghiaccio o nebbia persistente, il semplice grado escursionistico non racconta più tutta la difficoltà reale.
L’anello del Peller tra malghe e passi d’alta quota
Per molti escursionisti l’esperienza più completa non è la salita diretta alla cima, ma l’anello che attraversa la zona del Lago Durigal, Malga Tassulla, il Lago delle Salare e il Passo della Forcola. L’itinerario dura mediamente circa 3 ore, ma il tempo aumenta se ci si ferma per fotografie, deviazioni o pausa al rifugio.
Dal parcheggio vicino al Lago Durigal si segue la strada sterrata verso Malga Tassulla. Da qui il sentiero porta verso il Passo della Forcola, il punto più alto del giro, per poi scendere sul versante settentrionale e raggiungere la zona del Rifugio Peller. Il ritorno avviene attraverso Malga Clesera e le strade forestali della montagna.
- Lago Durigal: punto di partenza in quota e riferimento utile per orientarsi.
- Malga Tassulla: ambiente pastorale aperto, con vista verso la Val di Tovel.
- Passo della Forcola: tratto panoramico e punto più elevato dell’anello.
- Lago delle Salare: piccolo specchio d’acqua che può ridursi molto nei periodi asciutti.
- Rifugio Peller: punto di sosta e possibile base per la salita alla vetta.
Questo giro è una buona scelta per chi vuole assaporare il paesaggio senza affrontare il dislivello completo da Cles. Il terreno resta comunque montano e non va interpretato come una passeggiata semplice, soprattutto dopo la pioggia. Secondo VisitTrentino, il percorso offre ampie vedute sul Brenta settentrionale, sul Cevedale e sui monti Anauni, un insieme che spiega bene perché l’anello sia spesso più apprezzato della sola salita.
Come prepararsi senza sottovalutare la montagna
La stagione più favorevole va generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma la praticabilità dipende dalla neve e dalle condizioni del terreno. A inizio stagione possono restare accumuli nei pressi dei passi, mentre in autunno il ghiaccio mattutino rende scivolosi alcuni tratti.
Prima di partire controllerei meteo, apertura del rifugio, accesso stradale e stato dei sentieri. Porterei almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, una giacca impermeabile, uno strato caldo, cappello, crema solare, carta escursionistica o traccia offline e un piccolo kit di pronto soccorso.
Gli errori più frequenti sono partire troppo tardi da Cles, affidarsi soltanto alla segnaletica del telefono e scegliere scarpe leggere da passeggio. La rete può essere assente in quota e i tempi indicati sui cartelli non comprendono le pause. Per questo preferisco calcolare sempre un margine di almeno un’ora, soprattutto se il gruppo comprende bambini o persone poco abituate ai dislivelli.
Il tratto dal Rifugio Peller verso il Lago di Tovel richiede più esperienza e non dovrebbe essere improvvisato come semplice variante. Il collegamento attraversa passi e sentieri di montagna e può richiedere circa 3 ore dal rifugio al lago, con condizioni molto diverse lungo il percorso.
Quale itinerario scegliere in base al tempo disponibile
| Tempo a disposizione | Scelta consigliata | Per chi è indicata |
|---|---|---|
| Mezza giornata | Partenza dal Lago Durigal e anello breve | Chi vuole panorami e rifugio senza una lunga salita |
| Giornata intera | Salita da Cles, Rifugio Peller e vetta | Escursionisti allenati e abituati a 7-9 ore complessive |
| Due giorni | Pernottamento al rifugio e traversata verso la Val di Tovel | Chi desidera un’esperienza più completa in quota |
Se è la prima volta, sceglierei l’accesso da Lago Durigal oppure la salita da Cles con meta al rifugio, lasciando la cima come decisione da prendere sul posto. In montagna il piano migliore è quello che può essere accorciato senza trasformarsi in una gara contro il tempo.
Il modo migliore per vivere il Peller
Il Monte Peller dà il meglio quando non lo si affronta soltanto come una vetta da conquistare. Il valore dell’escursione sta nell’alternanza tra bosco, pascoli, piccoli laghi, malghe e panorami verso il Brenta, con la possibilità di scegliere ogni volta un itinerario diverso.
Per una prima visita consiglierei l’anello in quota, mentre agli escursionisti allenati suggerirei la partenza da Cles con salita al rifugio e alla cima. In entrambi i casi, meteo stabile, partenza mattutina e passo regolare fanno più differenza dell’attrezzatura sofisticata.
La montagna resta un ambiente variabile: prima di partire verifica sempre le condizioni aggiornate presso il rifugio o gli uffici locali. Con questa prudenza, il Peller diventa una delle escursioni più piacevoli per scoprire il volto ampio e silenzioso del Trentino.