Quando si sale verso i 2.000 metri tra boschi, pascoli e tornanti, la domanda non è solo come arrivare, ma se la strada sia adatta alla propria auto, alla bici o a un’escursione. Il Passo Manghen collega la Val di Fiemme alla Valsugana attraversando il selvaggio Lagorai, con panorami notevoli e condizioni che cambiano rapidamente. Qui raccolgo dati, itinerari, difficoltà, periodo migliore e consigli pratici per organizzare la visita senza improvvisare.
Il valico del Manghen in breve
- Quota di circa 2.047 metri nella catena del Lagorai.
- Collegamento stradale tra Molina di Fiemme e la Valsugana attraverso la SP31.
- La salita da Molina misura circa 16 km con quasi 1.400 metri di dislivello.
- È una meta adatta a ciclisti allenati, motociclisti, automobilisti prudenti ed escursionisti.
- La strada ha una chiusura invernale variabile e può essere interrotta anche per neve, frane o emergenze.

Dove si trova e perché è diverso dai passi più famosi
Il valico si trova nel Trentino orientale, tra la Val di Fiemme a nord e la Valsugana a sud. La strada provinciale attraversa la Val Cadino sul versante fiemmese e la Val Calamento sul lato valsuganotto, in un ambiente molto più appartato rispetto ai passi dolomitici più celebri.
La definizione “Dolomiti” viene spesso usata in senso turistico per indicare l’area alpina trentina, ma geograficamente il Manghen appartiene alla catena del Lagorai. Questa distinzione conta poco per chi cerca un panorama, ma molto per chi desidera una montagna meno urbanizzata, con meno traffico e una sensazione più autentica di alta quota.
La parte alta alterna boschi di conifere, pascoli e rocce affioranti. Non aspettarti una successione continua di grandi belvedere attrezzati: il fascino sta proprio nella strada raccolta e nel paesaggio che si apre gradualmente. Personalmente trovo questa gradualità più appagante dei passi dove il panorama è spettacolare già dal primo tornante.
Come arrivare e quale versante scegliere
Dal lato nord si parte normalmente da Molina di Fiemme, raggiungibile passando da Cavalese. Dal lato sud si sale dalla Valsugana verso Telve e la Val Calamento. I due accessi conducono allo stesso punto, ma l’esperienza cambia parecchio.
| Versante | Caratteristiche | Per chi è indicato |
|---|---|---|
| Val di Fiemme | Circa 16 km di salita da Molina, con circa 1.396 metri di dislivello e rampe impegnative nella parte finale. | Ciclisti allenati e chi vuole affrontare la salita classica. |
| Valsugana | Accesso attraverso la Val Calamento, più boschivo e appartato, con carreggiata da affrontare senza fretta. | Automobilisti, motociclisti ed escursionisti diretti verso le malghe. |
La strada non va affrontata come un semplice trasferimento panoramico. In quota la carreggiata può apparire stretta, i tornanti sono numerosi e la copertura telefonica può essere discontinua. Io partirei con il serbatoio già rifornito e senza contare su negozi o distributori lungo il percorso.
Un punto importante riguarda la viabilità. L’ultimo aggiornamento della Provincia autonoma di Trento del settembre 2026 segnalava la chiusura della SP31 per le operazioni di bonifica dopo un incendio sopra Malga Cadinello. Prima di mettersi in viaggio è quindi indispensabile verificare il bollettino stradale del giorno, soprattutto in autunno e dopo eventi meteorologici intensi.
Auto, moto o bicicletta quale esperienza scegliere
In auto il percorso è fattibile nella bella stagione, ma richiede attenzione nei passaggi stretti e nei momenti di maggiore afflusso. Il parcheggio in prossimità del valico è limitato, quindi conviene arrivare presto e lasciare spazio ai mezzi di soccorso e agli altri visitatori.
Per chi arriva in bicicletta
La salita da Molina è una delle più impegnative del Trentino orientale. Dopo il tratto iniziale, il percorso diventa più severo in prossimità del Ponte delle Stue, con pendenze che in alcuni punti arrivano intorno al 17 per cento.
Non è una salita da improvvisare durante una gita rilassata. Servono un buon allenamento, rapporti agili, acqua sufficiente e una giacca per la discesa. Il mio consiglio è di conservare energie nella prima metà, perché gli ultimi chilometri sembrano più duri proprio quando il traguardo è vicino.
Per chi viaggia in moto
Il tracciato è piacevole per chi ama curve e ambienti poco affollati, ma non premia la guida veloce. Foglie bagnate, animali selvatici, ciclisti e improvvisi cambi di luce nel bosco richiedono velocità moderata e attenzione costante.
Escursioni dal valico tra laghi e sentieri del Lagorai
Il passo non è soltanto una destinazione stradale. Dalla zona del valico partono o transitano diversi itinerari del Lagorai, ma il fatto di iniziare già a quota elevata non significa che le escursioni siano automaticamente facili.
Il sentiero verso il Lago delle Buse
Il sentiero 322A permette di raggiungere il Lago delle Buse e di inserirsi in itinerari più lunghi verso il cuore della catena. È una buona scelta per chi vuole camminare in quota senza affrontare subito una cima, purché il terreno sia asciutto e si disponga di una cartina aggiornata.
Il percorso verso il Lago delle Stellune
L’itinerario per il Lago delle Stellune attraversa un ambiente più solitario, con laghi alpini, forcelle e tracce della presenza militare della Prima guerra mondiale. Il dislivello può sembrare contenuto perché si parte in alto, ma lo sviluppo è importante: bisogna considerare bene tempi di andata e ritorno, soprattutto con bambini o condizioni meteo incerte.
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La Translagorai
Il valico è anche un passaggio della Translagorai, traversata impegnativa lungo la dorsale. In questo caso il percorso richiede preparazione, autonomia, capacità di leggere il terreno e controllo delle strutture aperte lungo il cammino. Non lo considererei una semplice escursione giornaliera, salvo scegliere una breve tratta di collegamento.
Per una camminata breve, invece, consiglio di esplorare i dintorni senza inseguire per forza una cima. A questa quota il vento può aumentare in pochi minuti e un itinerario più corto lascia il tempo di godersi pascoli, laghetti e silenzio senza trasformare la giornata in una corsa contro il meteo.
Quando andare e cosa portare
Il periodo più affidabile va generalmente da fine primavera all’inizio dell’autunno, ma l’apertura effettiva della strada dipende dalla neve, dalla sicurezza dei versanti e dai lavori. La chiusura invernale spesso interessa i mesi da fine ottobre ad aprile, ma non esiste una data da considerare valida ogni anno.
| Periodo | Punti di forza | Attenzioni |
|---|---|---|
| Giugno | Pascoli verdi e temperature piacevoli. | Possibile neve residua sui sentieri più alti. |
| Luglio e agosto | Massima accessibilità e giornate lunghe. | Più traffico, parcheggi pieni e temporali pomeridiani. |
| Settembre e inizio ottobre | Meno affollamento e colori del bosco. | Giornate più brevi e chiusure improvvise da verificare. |
| Inverno | Atmosfera silenziosa per ciaspole o scialpinismo nelle aree consentite. | Strada normalmente chiusa e rischio valanghe o ghiaccio. |
Per una visita completa porterei scarpe con suola scolpita, giacca impermeabile, acqua, crema solare e una mappa offline. Anche in piena estate una felpa non è superflua. Se il programma comprende sentieri, aggiungerei bastoncini, un piccolo kit di primo soccorso e una lampada frontale.
Evita l’errore più comune, cioè fidarti soltanto della temperatura trovata in valle. Tra Molina, il fondovalle della Valsugana e i 2.000 metri del valico possono esserci differenze notevoli, soprattutto al mattino e dopo un temporale.
Il modo migliore per vivere questa montagna
Il Manghen dà il meglio quando non lo si riduce a una fotografia scattata dal bordo strada. Per una prima visita sceglierei una giornata stabile, partirei presto, salirei con calma e lascerei qualche ora per una breve escursione nei dintorni.
Chi ama la bicicletta troverà una salita severa ma memorabile; chi viaggia in auto potrà usarla come accesso a un tratto ancora integro del Lagorai; chi cammina scoprirà laghi e sentieri che meritano più rispetto che fretta. Controllare la viabilità e il meteo prima della partenza resta il gesto più semplice per trasformare una bella idea in una giornata davvero riuscita.