La Val di Non è una valle che si capisce davvero camminando: laghi alpini, canyon, boschi, malghe e borghi si alternano in pochi chilometri, ma con livelli di impegno molto diversi. In questo articolo trovi i percorsi che secondo me meritano davvero, come scegliere l’uscita giusta in base al tuo tempo e al tuo allenamento, e quali attenzioni pratiche fanno la differenza tra una bella gita e una giornata complicata. Ho voluto mettere insieme idee concrete, tempi realistici e limiti dei sentieri, così puoi organizzare le tue uscite con meno improvvisazione.
In breve, ecco come orientarti nelle camminate della valle
- Per un primo approccio, il giro del lago di Tovel e la passeggiata della Merlonga sono tra le opzioni più immediate.
- Se cerchi qualcosa di più scenografico, il Rio Sass, San Romedio e il Corno di Tres alzano il livello dell’esperienza.
- Con bambini, conviene privilegiare percorsi brevi, panoramici e con poco dislivello reale.
- In estate, alcuni accessi sono regolati meglio che in bassa stagione: partire presto aiuta molto.
- Non tutti i sentieri sono adatti a passeggino o carrozzina, anche quando sulla carta sembrano facili.
- Per una giornata riuscita, conta più il ritmo complessivo che i chilometri assoluti.
Perché la Val di Non funziona così bene per chi cammina
Il punto forte della valle è la varietà. In una stessa zona puoi passare da un lago alpino a una forra, da un prato di alta quota a un sentiero tra i meleti, e poi chiudere la giornata in un borgo o in un santuario costruito sulla roccia. È una geografia molto “camminabile”, perché offre uscite brevi ma soddisfacenti e, allo stesso tempo, trekking più lunghi per chi vuole salire di quota.
Io la vedo come una valle che premia chi sceglie bene il proprio ritmo. Non serve per forza puntare alla cima più dura: spesso la soddisfazione arriva da un anello ben disegnato, da un bel punto panoramico o da un percorso che mescola natura e luoghi iconici senza trasformare tutto in una maratona. Da qui diventa facile capire quali itinerari mettere davvero in lista, e quali lasciare a un momento più adatto.
Gli itinerari che valgono davvero il viaggio

| Itinerario | Tempo e impegno | Perché lo sceglierei | Attenzione a |
|---|---|---|---|
| Giro del lago di Tovel | Circa 1 ora, facile | È il classico da non saltare: panorami forti, lago alpino bellissimo, percorso quasi piano | Un tratto si stringe e supera alcuni gradoni di roccia; non adatto a passeggino o carrozzina |
| Passeggiata della Merlonga | Semplice, semi-pianeggiante | Ottima per famiglie, con viste sui laghi di Coredo e Tavon e sul Santuario di San Romedio | Con il passeggino si arriva solo fino alla terrazza panoramica sul santuario |
| Rio Sass | Circa 2 ore, 2,5 km, 1200 gradini | È l’uscita più particolare se vuoi un’esperienza guidata dentro una forra vera | Richiede guida e un minimo di fiato; non è una passeggiata “morbida” |
| Corno di Tres | Difficoltà media | Panorama a 360°, bella sensazione di quota e percorso che dà davvero l’idea del trekking | È più impegnativo di quanto sembri sulla carta, soprattutto se fai l’anello completo |
| Anello delle malghe della Predaia | Medio, con dislivello ben distribuito | Perfetto se vuoi camminare bene e fermarti in un contesto di malghe e ampi panorami | Richiede più tempo e più energie rispetto alle uscite facili |
Se dovessi dare una gerarchia molto pratica, io partirei da Tovel e Merlonga per le uscite semplici, da Rio Sass e San Romedio per un’esperienza più narrativa, e da Corno di Tres o Predaia quando voglio una giornata di montagna vera. A questo punto la scelta non è più “dove andare”, ma “quanto camminare davvero”.
Come scegliere il percorso giusto per il tuo livello
Il modo più utile per scegliere non è guardare solo i chilometri. In Val di Non contano molto anche il tipo di fondo, la presenza di gradini, l’esposizione al sole e la logistica del rientro. Una camminata di 2,5 km con 1200 scalini può stancare più di un anello più lungo ma regolare, e questo dettaglio viene spesso sottovalutato.- Se hai solo mezza giornata, punta su Tovel, Merlonga o San Romedio.
- Se vuoi un’uscita intermedia, Rio Sass e l’anello delle malghe della Predaia sono due scelte molto sensate.
- Se vuoi una giornata piena di montagna, il Corno di Tres o il giro delle malghe sopra Tovel hanno più sostanza.
- Se viaggi con bambini, cerca itinerari con poca salita e verifica sempre fino a dove arriva davvero il passeggino.
- Se ti interessa soprattutto il panorama, meglio un percorso breve ma ben esposto che un giro lungo senza punti di apertura.
Io consiglio sempre di chiedersi una cosa sola prima di partire: vuoi camminare per arrivare in un posto, o vuoi che la camminata sia già il posto? La risposta cambia tutto, e in valle si sente molto più che altrove. Proprio per questo il fattore stagione merita una sezione a parte.
Quando conviene andare e cosa cambia tra una stagione e l'altra
La Val di Non cambia volto abbastanza in fretta. In primavera il richiamo più forte è il verde dei prati e, in certe zone, la fioritura dei meleti; in estate prevalgono i percorsi lunghi e i laghi, ma aumenta anche il numero di persone; in autunno la luce è spesso più pulita e i panorami rendono meglio; in inverno, invece, bisogna ragionare con più prudenza perché non tutti gli accessi e non tutti i tratti restano comodi o immediati.
- Primavera: bella per i colori, ma alcuni percorsi possono avere tratti umidi o ancora freschi in quota.
- Estate: è il momento migliore per Tovel e per i canyon, ma conviene partire presto e prenotare quando serve.
- Autunno: meno affollamento e ottima visibilità, ideale per i panorami sui crinali.
- Inverno: scegli solo itinerari verificati e considera neve, ghiaccio e accessi stradali prima di muoverti.
Due dettagli pratici contano molto. Il primo: in Val di Tovel, nei mesi più frequentati, le navette dai parcheggi al lago fanno la spola circa ogni 30 minuti, quindi puoi evitare di dipendere troppo dall’auto se arrivi nel momento giusto. Il secondo: per i percorsi come Rio Sass o i canyon in genere, conviene non improvvisare, perché gli orari e le aperture sono più rigidi di un sentiero libero in quota.
Le escursioni facili che funzionano davvero anche con bambini
Se viaggio con persone poco allenate o con bambini, io parto quasi sempre dalla Merlonga. È una passeggiata semplice, semi-pianeggiante, con una vista molto gratificante sui laghetti di Coredo e Tavon e sul Santuario di San Romedio. In più la zona di Doss en Ciaura offre spazi dove fermarsi con più calma, e questo è un vantaggio concreto quando vuoi trasformare una camminata in una mezza giornata tranquilla.Il giro del lago di Tovel è un’altra scelta fortissima, ma va letto bene: è facile e dura circa un’ora, però non è amico di passeggini o carrozzine perché in un punto si stringe e supera qualche gradone di roccia. È un sentiero perfetto per chi cammina già bene, non per chi cerca una passeggiata completamente priva di ostacoli. E proprio qui si vede la differenza tra un percorso “breve” e un percorso “semplice”.
- Merlonga: la più lineare per famiglie e per chi vuole panorama senza fatica.
- Tovel: ottima se i bambini camminano volentieri e non hai bisogno del passeggino.
- San Romedio: molto suggestiva, ma più interessante come cammino scenico che come passeggiata comodissima.
Per me questo è il punto: con i bambini funziona meglio un itinerario corto ma ben scelto che un anello lungo fatto con la fretta di finire. Da qui il passo successivo è capire quali uscite danno davvero la sensazione di montagna, senza però diventare troppo dure.
Quando cerchi panorami veri e vuoi camminare di più
Se vuoi sentire di essere in montagna, il Corno di Tres è una delle scelte più interessanti. Parte dal Rifugio Predaia, sale con difficoltà media e offre una vista ampia e continua, fino alla cima con panorama a 360°. È una camminata che ha carattere, perché non regala il risultato subito: te lo fa guadagnare passo dopo passo.
Molto bello anche l’anello delle malghe della Predaia, che tocca la malga Rodeza e la malga di Coredo e arriva a Roccia Larga, un punto panoramico davvero forte. Qui si capisce bene quanto la valle sappia essere generosa con chi accetta un po’ di fatica in più: la vista non è un dettaglio finale, è il motivo per cui il percorso esiste.
Un’altra opzione che merita attenzione è il giro delle malghe sopra il lago di Tovel. È lungo, ma il dislivello è ben distribuito e il contesto resta molto selvaggio, con il lago visto da angolazioni meno ovvie e il passaggio nell’area di Campo Flavona. Io lo consiglierei a chi vuole una giornata intera di cammino e non si accontenta di una sola cartolina.
Qui l’errore più comune è sottovalutare la fatica delle discese. In un ambiente come questo, il rientro può pesare più dell’andata, soprattutto se hai scelto un anello con terreno irregolare. Da qui si capisce perché i canyon e i santuari meritano un capitolo a parte: offrono un tipo di uscita diverso, ma spesso molto intelligente.
Canyon e santuari quando vuoi un'escursione diversa dal solito
La parte più sorprendente della valle, secondo me, è proprio questa: non tutto passa da quota e dislivello. Ci sono uscite che uniscono roccia, acqua e storia in modo molto più particolare del classico sentiero di montagna. Tra queste, il Rio Sass è una delle esperienze più forti: Visit Val di Non segnala un percorso di circa 2 ore, lungo 2,5 km e con 1200 gradini, da fare con guida e di solito accessibile dalla primavera a metà novembre.
Mi piace consigliarlo quando qualcuno vuole un’escursione che resti impressa anche se non ama il trekking duro. Il canyon non è solo bello: è immersivo, e questo cambia completamente la percezione della giornata. In estate, poi, si può persino vivere in orario serale, con un’atmosfera molto diversa da quella diurna.
- Rio Sass: il più scenografico se cerchi una forra vera e una visita guidata.
- Novella Canyon: interessante perché si può esplorare a piedi sulle passerelle o in kayak dal lago di Santa Giustina.
- San Romedio: perfetto se vuoi unire cammino, spiritualità e un luogo simbolo della valle.
San Romedio, in particolare, non è una semplice meta finale. Il sentiero che sale dal museo Retico di Sanzeno e la struttura dell’eremo, con le sue chiesette sovrapposte e i 131 gradini, danno all’arrivo un peso particolare. È una di quelle uscite che raccontano bene la valle a chi non cerca solo paesaggio, ma anche memoria e identità locale.
Come trasformare una giornata in valle in un weekend fatto bene
Se vuoi sfruttare bene il tempo, io imposterei così il viaggio: una camminata principale al mattino, una sosta in un borgo o in un lago nel pomeriggio, e una scelta che non ti obblighi a rincorrere tutto nello stesso giorno. La Val di Non funziona meglio quando non la tratti come una lista di cose da spuntare, ma come un territorio da assaporare a ritmi diversi.
Una formula molto equilibrata può essere questa: Tovel o Rio Sass in una giornata, Coredo-Tavon e San Romedio in un’altra, oppure Predaia e Corno di Tres se vuoi salire davvero di quota. In pratica, io eviterei di mischiare due uscite troppo impegnative nello stesso giorno, perché il margine di errore si abbassa subito e la stanchezza toglie piacere anche ai paesaggi migliori.
Se parti con scarpe adatte, acqua sufficiente, uno strato caldo anche in estate e un piano realistico per parcheggio o navette, hai già fatto gran parte del lavoro. In Val di Non la differenza non la fa il percorso “più famoso”, ma quello che si incastra bene con il tuo tempo, la stagione e il tuo passo: è lì che la giornata riesce davvero.