Le informazioni utili per visitare i laghi di Coredo e Tavon senza sorprese
- Si trovano in località Palù, in Predaia, a circa 830-883 metri di quota.
- Secondo Visit Trentino, l’area si estende per circa 25.000 m² in un contesto alpino molto accessibile.
- Sono bacini irrigui e non balneabili, quindi vanno vissuti come luogo di passeggio e sosta.
- Dal centro di Coredo li raggiungi in circa 20 minuti a piedi lungo il sentiero 537, detto Viale dei Sogni.
- La passeggiata della Merlonga è la soluzione più comoda se cerchi un percorso semplice e panoramico.
- Il miglior abbinamento per una mezza giornata è il Santuario di San Romedio.
- In estate il parcheggio è a pagamento, quindi conviene organizzarsi con un piccolo margine di tempo.
Cosa sono davvero i laghetti di Coredo e Tavon
Io li considero un esempio molto riuscito di lago "funzionale" che però sa essere anche piacevole da vivere. Non siamo davanti a un grande bacino alpino isolato, ma a due specchi d’acqua inseriti in un paesaggio ordinato, boscoso e facile da raggiungere: la sosta qui ha senso soprattutto se vuoi rallentare senza impegnarti in un trekking lungo.
Il dettaglio importante è questo: non sono laghi balneabili. Come ricorda Visit Val di Non, si tratta di bacini irrigui, quindi la loro forza non sta nel bagno ma nella combinazione di sentieri, pineta, panorama e accesso semplice. Se cerchi una giornata da lago nel senso classico del termine, conviene cambiare obiettivo; se invece vuoi una camminata facile con vista e servizi vicini, il posto funziona molto bene.
Per chi ama anche la pesca sportiva, la zona offre un’interessante possibilità sul lago di Coredo, con permesso. È un’informazione utile perché chiarisce bene il carattere del luogo: non è un’area "vacanziera" in senso balneare, ma nemmeno uno spazio solo da attraversare in fretta. E proprio questa identità ibrida la rende adatta a chi cerca un’escursione breve ma ben costruita.
Da qui vale la pena capire quali percorsi scegliere, perché la differenza tra una visita riuscita e una visita troppo breve sta tutta nella scelta del tragitto.

Le passeggiate che rendono la visita più interessante
Qui il punto non è "fare chilometri", ma scegliere l’itinerario giusto per il tempo che hai. Alcuni percorsi sono quasi una passeggiata da mezza giornata, altri hanno un taglio più escursionistico. Io li distinguerei così:
| Percorso | Durata indicativa | Difficoltà | Perché sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Sentiero 537 da Coredo | Circa 20 minuti | Facile | È il collegamento più diretto e ti porta subito sul lago senza complicazioni. |
| Passeggiata della Merlonga | Variabile, ma breve e comoda | Facile | È pianeggiante, panoramica e adatta anche a chi vuole camminare senza fatica. |
| Anello con San Romedio | Circa 2 ore | Facile | È la scelta più equilibrata se vuoi unire natura, cammino e una meta culturale forte. |
| Variante del Cammino Jacopeo d’Anaunia | Circa 2 giorni | Impegnativa | Ha senso solo se i laghi sono una tappa di un trekking più lungo e strutturato. |
La passeggiata della Merlonga merita una nota a parte: è il percorso che io proporrei a chi viaggia con bambini o vuole vedere i laghi dall’alto senza affrontare salite serie. Il sentiero è adatto a un ritmo lento e, fino alla terrazza panoramica su San Romedio, si presta anche al passeggino. Questo dettaglio cambia parecchio la percezione della zona, perché la trasforma da semplice sosta a mini itinerario familiare.
Se invece hai in programma una giornata più piena, l’anello verso il santuario è la soluzione che dà più senso al posto. Non è il classico "giro lago e via", ma un percorso che collega bene natura e cultura, e che rende la visita meno frammentata.
Come arrivare e cosa conviene sapere prima di partire
Arrivare è semplice, ma ci sono alcuni dettagli pratici che evitano perdite di tempo. Da Coredo puoi seguire il sentiero 537, il cosiddetto Viale dei Sogni, e raggiungere i laghi in circa 20 minuti a piedi; in auto, invece, si passa da Coredo in direzione Smarano e si trovano le indicazioni per il parcheggio poco fuori dal paese. In estate il parcheggio è a pagamento, quindi io lo terrei subito in conto se viaggi nei mesi più frequentati.- Scarpe: bastano scarpe comode da cammino, non serve attrezzatura da trekking pesante.
- Tempo: con solo 30-45 minuti vedi l’essenziale, ma per goderteli davvero metti in conto almeno 1,5-2 ore.
- Acqua e merenda: utili se vuoi fermarti sulla pineta o lungo i sentieri ombreggiati.
- Bagno: non impostare la giornata come se fosse un lago da spiaggia, perché qui il richiamo è la passeggiata, non la balneazione.
- Fermate utili: nei dintorni trovi ristoro e una pasticceria, quindi non sei in un’area isolata.
Un altro aspetto che conta, soprattutto con bambini piccoli o con poco tempo, è che la zona si presta bene alle soste brevi e ai tragitti lineari. Per me questa è una qualità concreta: quando una meta è facile da leggere, la giornata scorre meglio e resta meno "logistica" da gestire. Da qui il passo naturale è capire come incastrarla con il Santuario di San Romedio, che è l’abbinamento più intelligente della zona.
Perché l’abbinamento con San Romedio funziona così bene
Il legame tra i laghi e il Santuario di San Romedio non è un semplice suggerimento turistico: è proprio il modo più efficace per dare coerenza alla visita. Il santuario aggiunge un elemento storico e spirituale molto forte, mentre i laghi portano la parte più lenta e panoramica. Insieme formano una giornata equilibrata, senza tempi morti.
Se parti da Coredo, puoi costruire un itinerario facile di circa 5,7 km e 2 ore, con un dislivello contenuto di circa 200 metri. È una formula che funziona perché non richiede preparazione particolare, ma nemmeno riduce tutto a una passeggiata banalissima. Io la consiglierei a chi vuole una mezza giornata con un obiettivo chiaro, non a chi cerca solo un punto foto.
Qui c’è anche un vantaggio spesso sottovalutato: il percorso ti permette di alternare tratti nel bosco, affacci panoramici e una meta finale molto riconoscibile. Così la visita non si consuma in fretta. E se stai pensando a una giornata con bambini, il parco giochi e il ristoro nelle vicinanze fanno davvero la differenza, perché alleggeriscono il rientro e rendono la sosta meno rigida.
Gli errori più comuni quando si programma la visita
Con i laghi di Coredo e Tavon gli errori non sono drammatici, ma possono rovinare l’aspettativa. Il primo è arrivare pensando a una spiaggia alpina: qui non ha senso impostare la giornata sul bagno, e chi cerca quello resta deluso. Il secondo è fermarsi troppo poco, come se bastasse una foto al volo; in realtà la zona rende molto di più quando la percorri a piedi, anche solo per un anello breve.
- Non confondere un bacino irriguo con un lago balneabile.
- Non sottovalutare il parcheggio estivo: meglio mettere in conto qualche minuto extra.
- Non ridurre la visita al solo specchio d’acqua: il bosco e i sentieri fanno parte dell’esperienza.
- Non partire senza un minimo di piano, soprattutto se vuoi abbinare il Santuario di San Romedio.
- Non aspettarti servizi da località lacustre molto grande: qui tutto è più semplice e raccolto.
Un posto piccolo, ma molto utile dentro un viaggio in Val di Non
Se devo riassumere il senso della visita in una frase, direi che i laghi di Coredo e Tavon sono più interessanti per il modo in cui si inseriscono nel viaggio che per la loro dimensione. Qui trovi una natura ordinata, un accesso semplice, percorsi adatti a quasi tutti e un collegamento naturale con San Romedio. È proprio questo mix, più che il singolo specchio d’acqua, a renderli una tappa sensata.
In pratica, io li vedo così: perfetti se hai mezza giornata, molto buoni se viaggi con bambini, meno adatti se vuoi una giornata di lago "da stare fermi". Se imposti così la visita, il posto restituisce esattamente quello che promette: calma, panorama e una camminata facile ma non banale. E nel contesto del Trentino nord-occidentale, non è poco.